08/11/2017, 14.36
TAJIKISTAN
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Dushanbe: contro il rischio estremista, via gli imam indottrinati all’estero

Alcune personalità religiose avrebbero cercato di diffondere un islam più rigido. Direttore del Consiglio islamico degli Ulema: pronto a dimettermi per la stabilità del Paese. Lo spettro del radicalismo islamico.

Dushanbe (AsiaNews/Rfe) – Le autorità tagike rimuoveranno gli imam che hanno studiato l’islam all’estero. Deciso dal comitato religioso nazionale, il provvedimento mira a combattere l’estremismo religioso.

Il comitato ha stabilito che entro la metà di novembre i governi locali dovranno rimpiazzare con figure più “adatte” gli studiosi islamici che si sono formati fuori dal Paese e dai canali ufficiali. La decisione è motivata dal coinvolgimento di personalità musulmane nella diffusione di insegnamenti religiosi “vietati”, portatori di un islam sunnita più rigido. Lo scorso 2 novembre, il portavoce Afshin Muqim ha assicurato che la misura non colpirà quanti hanno studiato all’estero “in modo legale”, ovvero con l’approvazione delle autorità tagike.

Il direttore del Consiglio islamico degli Ulema del Tajikistan, Saidmukarram Abdulqodirzoda (nella foto), è una delle centinaia di personalità religiose ad aver studiato fuori dal Paese con l’approvazione ufficiale. Formato ad Islamabad, in Pakistan, egli annuncia di essere pronto a dimettersi “per il bene della stabilità del Paese”.

“Non voglio che si ripetano i terribili eventi degli anni Novanta”, ha commentato Abdulqodirzoda, riferendosi alla violenta guerra civile che fra il 1992 e il 1997 ha visto scontrarsi il governo laico con l’opposizione guidata dagli islamisti.

In Tajikistan, il comitato religioso nazionale seleziona gli imam, vigila su chiese e moschee e applica le leggi concernenti la religione.

La misura rientra nel giro di vite che le autorità di Dushanbe stanno attuando sulle religioni e sulle influenze esterne per combattere il pericolo estremista. In Tajikistan il 90% dei 8,3 milioni di cittadini è musulmano, per lo più della scuola moderata hanafita. Nel Paese, il controllo sulla vita religiosa si è intensificato dopo la notizia dell’adesione di molti cittadini a gruppi islamisti in Siria e Iraq: il velo è vietato nelle scuole, i minori non possono entrare nelle moschee e diversi studenti di scuole islamiche estere sono stati costretti a tornare a casa.

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