18/07/2007, 00.00
CINA – VATICANO
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Eletto il nuovo vescovo di Pechino

E’ padre Giuseppe Li Shan, un pastore che ha dimostrato indipendenza di fronte all’Associazione Patriottica. E’ il primo nuovo vescovo dopo la Lettera di Benedetto XVI. Scelto con un procedimento “indipendente” e non nominato dal Papa, il suo nome tuttavia era tra quelli sui quali non c'erano obiezioni da Roma.
Pechino (AsiaNews) – La “comunità” della diocesi di Pechino ha scelto come nuovo vescovo della diocesi padre Giuseppe Li Shan, 43 anni. Lo si apprende da fonti cattoliche cinesi, che precisano che la sua elezione è avvenuta il 16 luglio.
 
Se la sua elezione verrà confermata dal “Consiglio dei vescovi”, egli prenderà il posto che fu di Michele Fu Tieshan, arcivescovo patriottico di Pechino, morto ufficialmente il 20 aprile, ma forse anche prima. Presidente nazionale dell’Associazione Patriottica, l’organismo col quale il Partito comunista tenta di controllare la Chiesa cattolica, mons. Fu Tieshan si è sempre schierato con il governo e contro la Santa Sede. Alla sua morte ha avuto funerali da capo di Stato, con la presenza di molti esponenti politici e pochi fedeli.
 
L’elezione di padre Li Shan è la prima che avviene in Cina dopo la pubblicazione della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi. Il procedimento per la sua nomina è formalmente “indipendente”, in quanto è stato eletto da un’assemblea che comprende sacerdoti, suore e laici e non nominato dal Papa. Ugualmente per quanto riguarda la sua eventuale “conferma” da parte del Consiglio dei vescovi, organismo che, tra l’altro, come ha scritto il Papa nella Lettera, “non può essere riconosciuto come Conferenza Episcopale dalla Sede Apostolica”.
 
Quanto alla scelta di padre Li Shan, ufficialmente, il Vaticano si limita a seguire la vicenda “con attenzione” e non commenta. Invece, secondo ambienti cattolici cinesi, il nome di padre Li Shan sarebbe stato tra coloro la nomina dei quali ad arcivescovo di Pechino non avrebbe sollevato obiezioni a Roma, pur in assenza di qualsiasi “accordo”.
 
Padre Giuseppe Li Shan, infatti, è considerato da tutti un vero pastore e buono. Un uomo di fede, capace di rapporti con tutti, coi fedeli e con le autorità politiche. È di Pechino, di una famiglia molto cattolica e questo lo facilita nei rapporti, rispetto a qualcun altro non del luogo. Non ha mai avuto soggiorni all’estero, neanche di studio. Se questo gli rende difficili i rapporti internazionali, lo rende molto qualificato come “prodotto nazionale” agli occhi dei fedeli e delle autorità.
 
Nel suo rapporto con l’Associazione Patriottica è sempre stato molto netto, rintuzzando il potere dell’AP. Negli ultimi anni ha combattuto perché le proprietà della Chiesa all’interno della sua parrocchia (Dong Tang) non venissero sequestrate e depredate dai membri dell’AP e dalla “segretaria” di Fu Tieshan, Chen Maoju. Per questo i fedeli di Pechino l’ammirano. La sua opposizione all’AP e alla cricca di Fu lo mette in buona luce davanti al governo politico della città e al governo nazionale.
 
Attualmente è parroco della chiesa di san Giuseppe (Dong Tang), a Pechino, nella zona dello shopping, a Wangfujin.
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