30/03/2020, 09.59
TURCHIA
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Erdogan annuncia nuove misure restrittive. Istanbul in quarantena

di NAT da Polis

Deciso il blocco degli spostamenti all’interno del Paese. Dieci giorni fa sono state chiuse scuole, università, moschee, come pure ristoranti, hamam e caffetterie. Crescono le vittime: finora vi sono 130 morti; su una popolazione di 80 milioni, le persone risultate positive sono finora 10 mila.  La popolazione dubita delle cifre ufficiali.

Istanbul (AsiaNews) – Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato nuove misure restrittive al fine di bloccare la pandemia di Covid-19. La decisione è stata presa due giorni fa, mentre nel Paese continuano ad aumentare le vittime: ufficialmente finora vi sono 130 morti; su una popolazione di 80 milioni, le persone risultate positive sono finora 10 mila.  Dieci giorni fa sono state chiuse scuole, università, moschee, come pure ristoranti, hamam e caffetterie.

Dopo aver presentato la situazione della pandemia nel mondo, Il presidente ha annunciato, in accordo con la commissione degli esperti, il blocco degli spostamenti all’interno del Paese.

D’ora in poi ci vorranno speciali permessi per gli spostamenti e verrà applicato un orario di lavoro flessibile nel settore pubblico e privato, per far stare in casa il maggiore numero di cittadini.

Erdogan ha annunciato pure che i parchi e i luoghi archeologici verranno chiusi a partire da questo fine settimana.

Il presidente ha pure dichiarato che in tutte le regioni del Paese sono state istituite commissioni speciali per la salute pubblica, e ha affermato con orgoglio che la Turchia dispone di mezzi e capacità di superare questa crisi. Pertanto, ha sottolineato, le misure intraprese saranno di breve durata e si prospetta un radiante futuro per il Paese.

Egli ha aggiunto che eventuali nuove misure verranno prese senza panico e ha consigliato i cittadini turchi di stare in casa, delegando - in sostanza scaricando le responsabilità -  ai prefetti delle regioni di prendere l’iniziativa per proclamare  i necessari lockdown.

Due giorni fa, il prefetto di Istanbul Ali Yerlikaja, ha dichiarato il generale lockdown per 48 ore, della città di 20 milioni di abitanti, procedendo ai controlli sulle principali arterie che conducono alla città, come pure sui mezzi di trasporto pubblico.

Il 27 marzo, il ministro degli Interni Suleimam Soilu ha annunciato che 12 città e villaggi nel nordest del Paese, sono stati messi in quarantena al fine di bloccare la diffusione del coronavirus.

Questo annuncio fa seguito a uno precedente, in cui si annunciava la quarantena per la cittadella di Kenterli, 4 mila abitanti, insieme a quattro paesi limitrofi. Kenterli si trova nella regione di Rize, sempre nel nordest del Paese, vicino al confine armeno.

Fra la popolazione crescono i timori perché non c’è fiducia nelle fonti di informazione del governo.  

Lo stesso dott. Mehmet Ceihan, virologo e direttore del Comitato scientifico per Il Covid-19, ha dichiarato al giornale Hurriyet, che la situazione non è facile, visto che almeno metà della popolazione non si è subito adeguata alle misure imposte. Per questo, i prossimi 5 giorni saranno cruciali.

Secondo uno studio del prof. Yusuf Savran della facoltà di Medicina di Izmir (Smirne), basato sui dati statistici forniti dalle autorità turche, il numero dei morti e degli infetti è superiore a quelli dell’Italia. Anche l’albo dei medici di Izmir contesta le cifre ufficiali giornaliere, diffuse dal ministro della Sanità Fahretin Koca.  

Molti credono che in Turchia la diffusione del Covid-19 è dovuta ai profughi, ma anche al facile ingresso in Turchia delle popolazioni musulmane di varia provenienza. Per una disposizione introdotta da Erdogan, alle persone musulmane non è richiesto alcun visto di ingresso in Turchia.

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