15/12/2015, 00.00
CAMBOGIA - VATICANO
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Giubileo in Cambogia “per scoprire la bellezza del perdono di Dio” (Foto)

P. Mario Ghezzi, missionario del Pime a Phnom Penh, racconta ad AsiaNews l’apertura della Porta Santa nella capitale. Il vicario apostolico ha condotto 800 fedeli attraverso un portale (costruito per l’occasione) fino alla statua della Madonna. Mons. Schmitthaeusler ha poi indicato le mete del pellegrinaggio giubilare. P. Ghezzi: “Chi viene dal buddismo non sa cosa sia il perdono e fatica a dimenticare un torto. Che il Giubileo sia occasione per sperimentare la misericordia”.

Phnom Penh (AsiaNews) – La speranza è che questo Anno Santo della Misericordia “faccia nascere la consapevolezza della bellezza del perdono di Dio. Per i cambogiani il perdono è ancora qualcosa di difficile da capire, da sperimentare. Per chi viene dal mondo buddista il perdono dei peccati non esiste”. Con queste parole p. Mario Ghezzi, sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), racconta l’intenzione con cui la Chiesa cambogiana ha aperto, lo scorso 10 dicembre, la Porta Santa nel vicariato apostolico di Phnom Penh.

“Quel giorno – racconta p. Mario – abbiamo radunato tutti i rappresentanti delle comunità cattoliche del vicariato, eravamo circa 800 persone. Ci siamo ritrovati di fronte alla chiesa del Centro pastorale. Il vescovo [mons. Olivier Michel Marie Schmitthaeusler ndr] ha proclamato quel luogo chiesa penitenziale e giubilare. Poi ci ha guidato in processione alla Porta Santa, che è un arco fatto costruire per l’occasione dal vescovo nel giardino. C’è stata la preghiera per l’apertura della Porta, poi la benedizione. La Porta conduce ad una statua della Vergine Maria, in pietra, rialzata su una sorta di collinetta. Lì i fedeli hanno fatto una danza di benedizione alla Madonna. Dopodiché siamo entrati nella hall del Centro pastorale (la chiesa è troppo piccola) per celebrare l’Eucarestia”.

Alla fine della messa, continua il missionario, “c’è stato un pranzo conviviale, con tutti i fedeli. Il vescovo ha presentato il programma dell’Anno Santo, indicando tre luoghi per il pellegrinaggio giubilare. Esso partirà dal Centro pastorale, con una preghiera prima del passaggio della Porta Santa, la recita del rosario davanti alla statua della Vergine, l’accesso in chiesa per le confessioni. Da lì si parte in auto, perché la distanza non permette di andare a piedi, verso la chiesa parrocchiale di san Giuseppe, nella zona nord di Phnom Penh. In quel luogo è stato costruito un oratorio, memoriale dei martiri cambogiani. Il vescovo l’ha benedetto domenica scorsa [13 dicembre ndr]”.

Dalla parrocchia di san Giuseppe “si partirà per l’ultima tappa – spiega p. Ghezzi –, il santuario di Arey Ksat. Proprio lì tempo fa sono state pescate dal fiume due statue di Maria: il luogo dovrebbe diventare il santuario mariano della Cambogia. Ad Arey Ksat il gesto si concluderà con la possibilità delle confessioni e la messa”.

Il pellegrinaggio giubilare in Cambogia è organizzato in modo che “tutti i fedeli siano dotati di una sorta di passaporto, sul quale è indicato il percorso del pellegrinaggio, le preghiere da fare…Per ogni luogo visitato – afferma il sacerdote – ci sarà un timbro che testimonierà il passaggio avvenuto. Il pellegrinaggio potrà essere fatto individualmente oppure a gruppi pastorali”.

Secondo p. Ghezzi, il Giubileo della Misericordia aiuterà i fedeli cristiani ad entrare nel mistero del perdono di Dio: “I cambogiani, che provengono da una cultura buddista, fanno molta fatica a perdonare chi fa loro un torto, un’offesa. È qualcosa che va al di là della loro esperienza. Per cui io spero che l’Anno della Misericordia possa portare questo: sperimentare il perdono di Dio e condurre alla capacità del perdono vicendevole”.

 

Giubileo in Cambogia
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