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» 22/06/2005 08:36
PAKISTAN
Giustizia e Pace in difesa dei contadini sul confine indo-pakistano

Lahore (AsiaNews) – Senza patria, senza cittadinanza, senza terra, vivono come schiavi, lavorando per un dollaro e mezzo al giorno: è la situazione di quasi 2 mila famiglie musulmane e cristiane sul confine fra India e Pakistan. Per venire incontro alle loro necessità e trovare qualche soluzione, la Conferenza dei Dirigenti Superiori della Commissione Giustizia e pace del Pakistan (Mslcp) ha indetto un incontro il 17 giugno presso la Colonia Maria a Kasur, 2 km dal confine indiano e a 55 km a sud di Lahore. Ad esso hanno partecipato esponenti cristiani e musulmani.

Gli abitanti della zona di Kasur - che subiscono ancora i danni delle terribili alluvioni del 1988 che hanno distrutto abitazioni e mezzi di sostentamento -  lavorano tutto il giorno come braccianti e allevatori di bestiame altrui per una misera paga. Prima dei contrasti tra India e Pakistan nel 1965, nella zona esisteva un regolare servizio ferroviario tra i 2 paesi: dopo la chiusura del servizio, migliaia di persone hanno sistemato le abitazioni sui binari. Poiché non hanno lo status di residenti, il governo spesso non si occupa di portare loro l'energia elettrica - circa 2 mila famiglie musulmane e cristiane della zona ne sono prive - e altri servizi primari.

All'incontro hanno partecipato diverse personalità religiose. Padre Abib Habib, ofm, coordinatore della Commissione per la regione di Lahore, ha sottolineato l'importanza di assicurare ai figli di queste persone un'educazione competitiva. Nadeem Anthony, animatore della Mslcp sempre per la regione di Lahore, ha dichiarato che è necessario spingere i residenti della zona a partecipare come elettori alle elezioni politiche che si svolgeranno nell'agosto 2005. Ha spiegato che, per poter votare, occorre ottenere la Carta d'identità nazionale (Nic) e la registrazione del nome per la votazione. "Se nella zona ci saranno molti votanti – ha detto - saranno gli stessi candidati a venire e a offrire aiuto per i loro problemi, per chiedere il voto".

Pervez Bashir, catechista locale, ha ricordato che chi ha cura del bestiame altrui lavora tutto il giorno e riceve spesso soltanto 100 rupie pakistane al giorno (circa 1,65 dollari americani): la somma è appena sufficiente al mantenimento personale e spesso, per mantenere le famiglie, questi uomini sono costretti a chiedere prestiti.

Il leader musulmano Imtiaz Ahmed, avvocato e dirigente del Partito laburista pakistano, ha ribadito che occorre agire uniti per ottenere paghe adeguate e giuste condizioni di vita. Ha aggiunto che molti abitanti della zona sono considerati come rifugiati, a seguito delle alluvioni del 1988, ma che dopo anni che si sono stabiliti qui hanno ormai la possibilità di richiedere lo status di residenti e i vantaggi conseguenti, come l'elettricità.

Sohail Anwar, animatore della Caritas pakistana di Lahore per la parrocchia di Kasur, ha detto che il 3 luglio 2004 è stato aperto un centro di cucito, così "le donne possono confezionare i vestiti per le loro famiglie e risparmiare". Padre Inayat Bernard, sacerdote della parrocchia locale, ha concluso l'incontro e nel suo intervento ha sottolineato l'importanza di tenere spesso simili incontri oltre la necessità di mandare i figli alle scuole governative per assicurare la loro istruzione. (IB)


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