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  • » 14/09/2017, 14.28

    CINA-USA

    Gruppi di ong chiedono sanzioni Usa contro capi della sicurezza di Pechino per le torture e la morte di Cao Shunli



    La dissidente è morta in prigione tre anni fa. Era stata torturata e privata di cure mediche. Incriminati Fu Zhenghua, attuale viceministro della Pubblica sicurezza, e Tao Jing, vicecapo della sicurezza Pechino.

    Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) -  Un gruppo internazionale di organizzazioni non governative chiede con insistenza al governo degli Stati Uniti di varare sanzioni contro personalità della pubblica sicurezza di Pechino responsabili della detenzione, della tortura e della morte dell’attivista Cao Shunli, morta quattro anni fa.

    Le ong chiedono che si agisca seguendo la legge Magnitsky (Global Magnitsky Human Rights Accountability Act), che prevede condanne per abusi di corruzione e contro i diritti umani in tutto il mondo. A tale scopo, le 23 organizzazioni hanno scritto una lettera al segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, e al Segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, chiedendo azioni contro diverse personalità in Ucraina, Bahrain, Egitto, Arabia saudita, Messico, Asia centrale e Cina.

    Per la Cina, su richiesta esplicita di Chrd (China Human Rights Defenders), vengono citati Fu Zhenghua, attuale viceministro della Pubblica sicurezza, e Tao Jing, vicecapo della sicurezza Pechino. Entrambi sono accusati avere responsabilità nella fine della dissidente Cao Shunli.

    L’attivista è stata arrestata precisamente quattro anni fa, il 14 settembre 2013, all’aeroporto di Pechino, mentre stava per andare a Ginevra per una sessione di educazione ai diritti umani presso la sede Onu. La sessione doveva servire a preparare la revisione periodica della Commissione Onu sulla Cina.

    Cao è scomparsa per cinque settimane fino a che la polizia della capitale cinese ha confermato la sua detenzione per avvenuti crimini. In seguito, nonostante il peggioramento della sua salute, le è sempre stata negata ogni cura medica, fino a alla sua morte in carcere il 14 marzo del 2014.

    La Cina ha sempre rifiutato ogni inchiesta indipendente sulla morte di Cao e ha arrestato suoi sostenitori, minacciato i familiari, perseguito gli avvocati della dissidente.

    Secondo le prove raccolte da Chrd, Fu Zhenghua e Tao Jing sono responsabili per la tortura e la morte di Cao Shunli: al tempo essi erano responsabili il primo dell’Ufficio della pubblica sicurezza a Pechino e il secondo dell’Ufficio della pubblica sicurezza di Chaoyang, che sovrintende anche al carcere di Chaoyang, dove Cao Shunli era prigioniera. Essi sono responsabili della morte di Cao anche perché hanno coperto la vicenda e “non hanno punito nessuno dei poliziotti coinvolti negli abusi” contro la dissidente.

    Secondo Chrd “è inconcepibile che nessuno dei due fosse cosciente delle pesanti violazioni ai diritti umani nel caso di Cao Shunli”.

    (Foto: HRIC)

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