20/07/2006, 00.00
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Guangdong: dopo una vaccinazione statale, bambini si ammalano di encefalite

I genitori di un gruppo di bambini ammalati a causa di un vaccino contro la meningite hanno fatto di tutto per ottenere giustizia dal governo, che li ignora.

Pechino (AsiaNews/Scmp) – Un gruppo di contadini di Jiangmen ha fatto praticamente tutto il possibile per ottenere giustizia dal governo, causa della malattia dei loro figli, che i rappresentanti locali e centrali chiamano "bambini sfortunati". Uno di loro è andato dal Guangdong a Pechino in bicicletta, coprendo la distanza in 37 giorni, con la speranza di ottenere un aiuto da parte del governo centrale per la figlia morente. Un altro ha scritto al premier Wen Jiabao, dopo aver contattato invano un numero incalcolabile di medici.

I loro figli hanno contratto una forma acuta di encefalite tossica dopo che il sistema sanitario governativo ha iniettato loro un vaccino contro la meningite. Alcuni di loro, dopo l'iniezione, non sono più riusciti a camminare, parlare o anche alzarsi in piedi. L'ultimo sforzo per tre contadini e per la figlia malata di uno di loro (cinque anni) è stato recarsi ad Hong Kong per cercare aiuto.

"Vogliamo giustizia per questi bambini – dice Yu Tongan, 41 anni – perché qualcosa è andato storto con la vaccinazione governativa. Ma nonostante le nostre richieste, i rappresentanti del governo di vari livelli di importanza non ci hanno ascoltato ed hanno rifiutato di assumersi la responsabilità dell'accaduto".

Il figlio di Yu è stato vaccinato dai medici del governo lo scorso marzo, in occasione del suo primo anno di scuola media. Nel giro di poche ore, il bambino (11 anni) è caduto in coma a causa di una forte febbre: uscito dal coma non è più riuscito a camminare o parlare e presenta i sintomi dell'epilessia.

"Alcuni rappresentanti del governo – continua il padre – mi hanno detto con freddezza che la sua è stata solo sfortuna, dato che il vaccino non ha causato danni ad altri bambini". Yu ha scritto al governatore del Guangdong, Huang Huahua, che ha ignorato la lettera.

La tesi della "sfortuna" si infrange quando il contadino, lo scorso anno, incontra altre sei piccole vittime dello stesso male ricoverate nello stesso reparto di suo figlio, all'ospedale di Jiangmen. Uno dei bambini, Liang Jiayi (cinque anni), è ad Hong Kong con i genitori Liang Yongli e Liu Xueyun. Ogni due minuti, il piccolo Liang contrae gli arti, sui quali non ha più controllo, e deve cercare di controllare la saliva che gli sale alla bocca.

Il padre, 37 anni, lo scorso maggio ha preso la sua bicicletta ed ha corso per seimila chilometri fino a Pechino, dove ha incontrato alcuni membri del governo: alle sue domande, questi hanno risposto di essere "troppo importanti per occuparsi di un piccolo problema avvenuto in un piccolo villaggio rurale". "Speriamo – dice Liang – di trovare qualcuno disposto ad aiutarci per portare il caso davanti ad una corte di Pechino. Prima di tutto, però, abbiamo bisogno di soldi per le cure mediche dei nostri figli: la situazione peggiora rapidamente". Il contadino ha speso già più di 100 mila yuan [circa dieci mila euro ndr], di cui molti presi in prestito, per pagare le cure del bambino.

Le autorità cinesi hanno scaricato la questione proprio ieri: Huang Baoming, direttore del Centro controllo e prevenzione delle malattie di Jiangmen, ha dichiarato che le autorità sanitarie locali non hanno alcuna responsabilità per i casi di encefalite. Feng Shiaomin, portavoce del Dipartimento sanitario del Guangdong, ha aggiunto che le autorità "si sono già occupate del caso e non hanno scoperto alcuna relazione fra il vaccino ed i casi in questione" ed ha aggiunto che i risultati di questa inchiesta interna "saranno presentati come prova se i contadini dovessero denunciare le autorità".

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