29/07/2015, 00.00
VIETNAM
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Ho Chi Minh, aumentano i “villaggi del cancro”: una strage infinita

di Thanh Thuy
I centri abitati alla periferia della città sono a pochi metri dalle discariche, dove le grandi aziende smaltiscono mercurio, ferro e agenti chimici. L’inquinamento crea danni alla terra e causa diversi tipi di tumori che affliggono da decenni la popolazione.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Ogni anno circa 150mila malati di tumore muoiono in più di 40 villaggi, denominati “villaggi del cancro”, alla periferia della capitale economica del Vietnam. Qui si registra un tasso altissimo di inquinamento della terra, dell’aria e dell’acqua, dovuto soprattutto all’uso indiscriminato che le compagnie agricole fanno di sostanze chimiche.

Secondo i dati del Dipartimento dell’agricoltura, in Vietnam ci sono decine di migliaia di compagnie e di aziende (provenienti anche da Cina e Taiwan) che fanno uso di sostanze chimiche vicino a questi villaggi, trasformandoli in discariche per il riciclo di piombo, mercurio, legname, ferro, carta, plastica, fertilizzanti e tinture tessili.

A Ho Chi Minh City una grande discarica è stata chiusa nel 2002, ma ce ne sono molte altre ancora in attività che mettono in pericolo la salute di più di 10 milioni di persone. Tran, che risiede vicino ad una delle “colline di spazzatura” dice ad AsiaNews: “Prima del 1980 questa era una zona con un progetto di migrazione. Poco tempo dopo, però, l’interramento dei rifiuti si è spostato nelle zone residenziali. Anche se il governo ha in mente di chiudere queste discariche – continua l’uomo – tutto questo va avanti e crea seri problemi alla popolazione”.

La scuola elementare Trần Văn Danh è situata a 200 metri da una discarica, nel distretto di Hốc Môn. Molti bambini e ragazzi si sono ammalati di cancro e sono deceduti negli anni.

Nguyễn Văn e Trần Thị abitano vicino a agli scarichi di immondizia: “La scorsa settimana ha piovuto molto e l’acqua scorreva giù dalla discarica verso la nostra casa. Era molto puzzolente e non potevamo sopportarlo. La frutta e la verdura del giardino sono morte dopo poco”.

Lê Thị vive nel distretto di Đông Thạnh: “Per anni centinaia di persone vicino alla discarica sono morte di cancro. Ci sono famiglie di due generazioni che hanno avuto lo stesso tumore: nasofaringeo, cutaneo, al fegato…”. “In un raggio 200 mentri da casa mia – continua – sette persone sono morte di cancro. L’avidità umana causa l’inquinamento ambientale e ho paura a vivere qui. Se avessi più soldi andrei da un’altra parte”.

Lo scorso 11 aprile i residenti hanno fatto richiesta scritta alle autorità locali perchè allontanino 1300 tonnellate di pesticidi scaricate nel fango della discarica. Stanno ancora aspettando risposta.

Maria Tiên, una parrocchiana di Vinh Phuoc, nella diocesi di Nha Trang, racconta: “Ho imparato il catechismo in parrocchia e ho anche imparato la lezione di papa Francesco, secondo cui bisogna accrescere la coscienza dell’ambiente e della sua protezione. Il papa ha detto che non possiamo separare noi stessi dall’ambiente vivo in cui siamo, perchè l’ambiente è parte integrante degli uomini”.

Oggi, continua la donna, “gli uomini abusano della tecnica e degli agenti chimici nelle aree dell’industria agricola, causando danni irreparabili alle persone. Sono molto d’accordo con il Papa, e – conclude – mi sono commossa nel vedere il vescovo Nguyễn Văn Hòa, ormai in pensione, che raccoglie i rifiuti sulla spiaggia di Nha Trang tutte le mattine”.

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