11/05/2013, 00.00
THAILANDIA
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I cattolici thai celebrano i gruppi etnici, emarginati e privi di diritti

di Weena Kowitwanij
Domani 12 maggio la Chiesa dedica una giornata speciale alle etnie, ai quali non viene riconosciuta neppure la cittadinanza. Sulle orme di Papa Francesco e di Benedetto XVI, la cura per i bisognosi diventa segno di “amore e misericordia”. Etnia karen, media e progresso rischiano di cancellare l’identità culturale.

Bangkok (AsiaNews) - La Chiesa thai auspica che vi sia "sempre più spazio" nell'attuale società per gli "appartenenti ai gruppi etnici", vittime da tempo di emarginazione e ostracismo, acuito dalla mancanza - in molti casi - persino della cittadinanza e dei diritti a essa legati. Così mons. Philip Banchong Chaiyara, vescovo di Ubon Ratchathani (nel nord-est) e presidente della Commissione episcopale per lo sviluppo sociale, introduce la giornata dedicata dai cattolici ai Gruppi etnici, in programma domani 12 maggio in tutte parrocchie del Paese. Il vescovo ricorda gli insegnamenti di Gesù, che invita all'amore reciproco e alla cura degli ultimi, spiegando che la categoria degli "ultimi" comprende poveri, vittime di abusi, malati, lavoratori migranti, persone senza cittadinanza e membri delle diverse minoranze etniche.

Nel promuovere la giornata dedicata alle etnie, mons. Chaiyara ricorda quanto affermato da Papa Francesco nel primo giorno di pontificato ("la cura dei bisognosi") e da Benedetto XVI nell'enciclica Caritas in Veritate, che definisce la cura dei poveri segno di "amore e misericordia". E proprio l'amore e la misericordia sono "la testimonianza più grande della Chiesa" nel settore del sociale e nella cura del prossimo.

In particolare, per i gruppi etnici vi è anche il problema del mancato riconoscimento della cittadinanza. Per questo da fine aprile ha preso il via un progetto, lanciato dalla Fondazione per lo sviluppo delle comunità montane e guidato dalla signora Toenjai Deethes, che si propone nello specifico di risolvere il problema, concentrando gli sforzi sulle popolazioni del nord. Da una prima inchiesta svolta quest'anno nelle tre province settentrionali - Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son - emerge che in 32 villaggi distribuiti in sei distretti, vi sono almeno 1411 casi irrisolti di cittadinanza. E a questa è legata la mancanza di assistenza sanitaria, a causa dell'assenza di copertura per i membri dei gruppi etnici.

Srisuwan Chanya, presidente dell'Associazione per la gestione dell'ambiente, nel gennaio scorso ha diffuso una statistica relativa ai gruppi etnici, in "rapida espansione" in Thailandia. Ad oggi vi sono 10 gruppi tribali stanziati in 20 diverse province sparse per la Thailandia, per un totale 923.257 persone distribuite in 164.637 case e 186.413 nuclei familiari. Fra queste, il gruppo etnico Karen è il più numeroso con i suoi 438.131 individui; il processo di modernizzazione attraverso i media ha colpito in modo particolare il loro linguaggio e la loro cultura, creando loro non pochi difficoltà. 

 

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