14/06/2013, 00.00
CINA – AMERICA LATINA
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Il Nicaragua sceglie Pechino per sfidare il canale di Panama

Il governo di Managua approva il progetto di costruzione di un nuovo canale che collegherà Pacifico e Atlantico. Finanziato e gestito dalla Cina, risponde al controllo taiwanese sullo stretto di Panama. Xi Jinping, al suo primo viaggio ufficiale, traccia la politica economica di Pechino in America Latina.

Managua (AsiaNews/Agenzie) - Con 61 voti favorevoli e 28 contrari, il parlamento nicaraguense ha approvato l'apertura di uno stretto artificiale tra il Pacifico e il mar dei Caraibi. Il progetto, affidato a una società cinese con base ad Hong Kong, si propone come via alternativa al vicino canale di Panama, controllato da Taiwan. "Una delle maggiori ricchezze del Nicaragua è la propria posizione geografica, è per questo motivo che il progetto è sempre stato preso in considerazione - ha commentato il deputato Jacinto Suarez in parlamento - opporvisi significa essere antipatriottici".

Il disegno di un canale navigabile in Nicaragua, sfruttando l'omonimo lago, risale ai primi anni del '900, quando numerose proposte di collegamento tra i due bacini non raggiunsero mai una fase di realizzazione. Nel 1914, l'apertura a Panama di un progetto identico, su finanziamento statunitense, contribuì a deporre ogni speranza di Managua per circa un secolo.

Negli ultimi anni, nonostante una strenua opposizione da parte degli ambientalisti, il presidente Ortega ha trovato nella Cina un solido alleato e finanziatore. La Hong Kong Nicaragua Canal Development Investment co, vincitrice dell'appalto, ha ottenuto infatti la gestione cinquantennale del futuro traffico, con la possibilità di estendere il contratto per altri 50 anni. A Managua spetterà la percentuale minore dei profitti.

Nel corso degli ultimi anni, la Cina ha guardato con interesse crescente all'evoluzione dell'economia centroamericana e si prevede che nel 2016 potrebbe sostituirsi all'Europa nel primato commerciale con il continente, forte anche dei 500 miliardi di dollari promessi per gli investimenti esteri. Nella prima settimana di giugno, Xi Jinping si è recato a San José e Città del Messico in occasione del suo primo viaggio ufficiale, nel quale ha siglato accordi economici da 400 milioni e due miliardi di dollari. Le trattative hanno riguardato soprattutto il settore dei trasporti pubblici e la produzione di carburante. In Messico, seconda economia dell'America latina dopo il Brasile, il presidente cinese ha spiegato che "l'incontro ha dato slancio al rapporto tra i due Paesi, e che Cina e Messico coopereranno nel raggiungimento di comuni obiettivi economici a livello internazionale".

Il futuro controllo su buona parte degli scambi commerciali tra oceano Pacifico e Mar dei Caraibi rafforza la presenza cinese in America centrale anche in funzione antitaiwanese. Dal 1949, anno in cui Chiang Kai-shek si è rifugiato a Taiwan, Pechino e Taipei si contendono infatti l'influenza economica su molti Paesi della regione. L'intesa raggiunta sulla costruzione e il controllo di un canale navigabile in Nicaragua, non conclude solo una serie di felici accordi economici, ma strappa anche a Taiwan il monopolio del commercio marittimo tra i due bacini.

 

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