07/10/2010, 00.00
RUSSIA

Il Patriarcato di Mosca ringrazia i cattolici per il sostegno agli ortodossi all'estero

Il metropolita Hilarion, responsabile dei rapporti esterni, apprezza il sostegno offerto dalle altre comunità cristiane: importante la disponibilità a offrire chiese e assistenza agli ortodossi all’estero. Ma se gli uniati non rinunciano all’espansione, il dialogo ecumenico non sarà proficuo.

Mosca (AsiaNews) – Il capo del Dipartimento del Patriarcato di Mosca per le relazioni esterne della Chiesa, il metropolita di Volokolamsk Hilarion ringrazia i cattolici e i cristiani delle altre denominazioni per il sostegno offerto dagli ortodossi all’estero.

In un’intervista pubblicata il 6 ottobre sul sito web della Chiesa ortodossa russa, il metropolita spiega come molte delle nuove comunità ortodosse fuori dalla Federazione russa usino chiese ed edifici “forniti” loro da altre comunità cristiane. Prima di tutto cattolici. “Quando i cattolici danno agli ortodossi una possibilità di pregare nelle loro chiese e per di più in modo gratuito, cosa può significare?” si chiede Hilarion.

Egli sottolinea poi il numero di cattolici e protestanti passati all’ortodossia e che si sono uniti alle comunità estere, soprattutto in seguito all’aumento di matrimoni misti

Il rappresentante ortodosso spiega poi come sia “difficile ottenere il permesso delle autorità per costruire una chiesa in Europa occidentale” e come sia importante l’assistenza fornita alle nuove diocesi “dagli episcopati cattolici e persino dalle comunità protestanti”. Allo stesso modo, continua, sono le organizzazioni protestanti e cattoliche su richiesta delle diocesi ortodosse russe ad aiutare “i nostri immigrati illegali ad ottenere documenti regolari e un lavoro”.

Anche con il nuovo Patriarca Kirill, succeduto due anni fa a Alessio II, i rapporti degli ortodossi russi con Chiesa cattolica e protestante rimangono tesi. Sebbene segni di distensione siano sempre più frequenti. Hilarion stesso, nell’intervista, non evita l’argomento e dichiara: “Solo il rifiuto deciso dei cattolici greci a non espandersi (in Ucraina), potrà aiutare a sistemare le questioni che complicano i rapporti tra cattolici e ortodossi oggi”. (NA)

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