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    » 16/07/2009, 00.00

    TAGIKISTAN

    Il conflitto con i talebani può estendersi al Tagikistan



    Aumentano le notizie secondo cui i talebani si stanno rifugiando in Tagikistan, per sfuggire all’offensiva in Pakistan e in Afghanistan. Fonti ufficiali smentiscono, ma aumentano gli scontri a fuoco presso la frontiera con l’Afghanistan.

    Dushanbe (AsiaNews/Agenzie) – Da maggio l’esercito tagiko è impegnato a pattugliare la regione vicina al confine afgano e ha avuto ripetuti scontri a fuoco con gruppi armati. Analisti esprimono il timore che gli estremisti talebani stiano lasciando Pakistan e Afghanistan per invadere il piccolo Stato ex sovietico.

    Rustam Nazarov, direttore dell’Agenzia per il controllo degli stupefacenti, dice che le attuali operazioni nella Valle Rasht fanno parte dell’annuale offensiva contro il traffico di oppio e di eroina, di cui l’Afghanistan è il maggior produttore mondiale. Ma i residenti commentano che queste operazioni sono svolte con segreto e mezzi maggiori che gli altri anni.

    Esperti osservano che le operazioni sono iniziate dopo che l’esercito pakistano ha lanciato un’offensiva contro i talebani nella Valle dello Swat e dopo che il presidente Usa Barack Obama ha mandato migliaia di nuovi soldati in Afghanistan contro gli estremisti islamici.

    I residenti locali, ai piedi dei Monti del Pamir, confermano che si tratta di scontri con veri gruppi armati.

    Anche fonti militari Usa sono convinte che al Qaeda, di fronte alle massicce offensive in Pakistan e Afghanistan, voglia spostare le forze in Paesi vicini.

    Il Tagikistan è il più piccolo e povero Stato ex sovietico dell’Asia centrale. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica ha attraversato un periodo di guerre civili, nel quale sono sorti gruppi estremisti come il Movimento Islamista dell’Uzbekistan. La guerra si è conclusa con un accordo di pace nel 1997 e i gruppi estremisti sono stati cacciati in Afghanistan. Il confine con Kabul è montuoso, poco abitato, difficile da controllare: per cui è facile attraversarlo.

    La zona è sempre stata rifugio di leader di gruppi armati ribelli islamici.

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