06/05/2011, 00.00
INDIA
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Il governo indiano rafforza i controlli sulle Ong e le donazioni dall’estero

Le modifiche alla Foreign Contribution Regolation Act sono attive dal primo maggio scorso. Le nuove clausole diminuiscono la libertà d’azione di Ong e organizzazioni cattoliche.
New Delhi (AsiaNews) – Dal 1mo maggio è attiva la nuova modifica alla legge sul controllo delle donazioni dall’estero (Foreign Contribution Regolation Act - Fcra 2010), come riporta la gazzetta ufficiale. Per p. Cedric Prakash, direttore del “Prashant”, il centro gesuita di Ahmedabad per diritti umani, giustizia e pace, la modifica “è destinata ad avere ripercussioni a lungo raggio nel campo delle Ong, in particolare quelle che lavorano per dare più potere ai poveri come i dalit, gli adivasi, le minoranze e gli altri settori vulnerabili della società”.

Di fatto, la riforma della legge aumenta il controllo del governo sull’economia che ruota intorno alle organizzazioni no profit, comprese le organizzazioni cattoliche. In particolare:

  1. stabilisce la durata quinquennale della registrazione, abbattendo la durata illimitata. Per le organizzazioni già registrate, il calcolo dei 5 anni parte dal 1mo maggio appena passato;
  2. la “persona” è intesa in senso più ampio;
  3. organizzazioni di “natura politica” non possono ricevere fondi stranieri;
  4. la procedura di cancellazione e sospensione dalla registrazione è stata prescritta;
  5. le cariche dei funzionari hanno una durata limitata nel tempo;
  6. prevede il ruolo statutario delle istituzioni bancarie, come previsto da regolamento;
  7. nuovi provvedimenti di patteggiamento dei reati, per far fronte agli errori in buona fede delle Ong;

P. Prakash afferma che adesso il controllo statale sarà maggiore grazie alla poca chiarezza delle nuove clausole, soggette a facili fraintendimento. Il gesuita fa l’esempio del punto n.2, che proibisce a qualsiasi Ong di natura politica, o che partecipa ad attività politiche, di ricevere donazioni straniere. Egli spiega: “Il raggio d’interpretazioni è molto ampio. Poniamo che il sistema di distribuzione pubblico di una particolare città o villaggio non funzioni: può l’associazione preposta occuparsi dell’organizzazione delle persone e far ottenere loro i legittimi diritti? Oppure: se esplodono rivolte, può una Ong prendere posizione contro quelli che alimentano le violenze, o criticare il ruolo del governo, del meccanismo legislativo e delle autorità politiche per non essere intervenuti?”.

Secondo p. Prakash, anche il trasferimento di fondi da un conto in valuta estera a un altro [conto in valuta estera] avrà conseguenze rilevanti sul lavoro di molte organizzazioni: “Tale clausola ostacolerà un serio lavoro di sviluppo, quando per esempio diverse organizzazioni collaborano insieme a un particolare progetto, ma c’è un solo beneficiario principale e il denaro straniero deve essere trasferito ad altri partner”.

L'ex Alleanza Nazional-Democratica, guidata dal Bjp (Bharatiya Janata Party), ha iniziato nel 2000 la campagna per emendare la legge esistente. Secondo il Bjp, Ong e organizzazioni non profit utilizzano finanziamenti stranieri per attività illegali e contro lo Stato. Tra queste attività sono indicate le "conversioni religiose" e il “proselitismo”.

Il Foreign Contribution Regulation Act è entrato in vigore nel 1976 su iniziativa di Indira Gandhi – allora primo ministro – che temeva che il suo oppositore, J. P. Narayan, usasse fondi stranieri per costruire l'opposizione al governo. (NC)
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