16/03/2010, 00.00
FILIPPINE
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Il movimento dei Non allineati per il dialogo e la pace a Mindanao

di Santosh Digal
Due giorni di incontri del Movimento dei Paesi non allineati, storica organizzazione internazionale che riunisce 118 Paesi in via di sviluppo. Leader musulmano: Piantare i semi della cultura della pace tra le persone e le nazioni attraverso il dialogo per consolidare gli sforzi verso la totale eliminazione dell’ombra della guerra.

Manila (AsiaNews) – Partire dal dialogo tra Paesi e persone di fedi differenti per risolvere i conflitti del globo e fermare la proliferazioni delle armi di distruzione di massa. È questo lo scopo della due giorni d’incontri sul dialogo interreligioso, pace e sviluppo organizzata dal Movimento dei Paesi non allineati (Nam), organizzazione internazionale che riunisce i 118 Paesi non allineati con le principali potenze mondiali.   

L’evento dal titolo “Non – Aligned Movement Mìnisterial meeting on Interfaith Dialogue and cooperation for Peace and development”, si apre oggi a Manila e durerà fino al prossimo 18 marzo.  

 Tra le delegazioni presenti anche quelle di India, Iran e Pakistan. “Piantare i semi della cultura della pace tra le persone e le nazioni attraverso il dialogo – ha affermato Maged Abdelaziz, musulmano egiziano e responsabile del centro di ricerca del Nam - è lo strumento per consolidare gli sforzi verso la totale eliminazione dell’ombra delle guerra e dei pericoli posti dalla continua proliferazione delle armi di distruzione di massa”.
 
Per Abdelaziz è essenziale combattere la piaghe dell’estremismo religioso, dell’intolleranza e della violenza, che erodono la possibilità di sviluppo delle Nazioni e destabilizzano la pace e l’armonia tra le gente. Il Nam nasce nel 1961 su iniziativa dell’allora leader jugoslavo Tito, nel tentativo di riunire tra loro i Paesi non allineati sui due fronti della guerra fredda. Composta all’inizio da 25 membri, l’organizzazione coinvolge oggi 118 Paesi di Asia, Sudamerica e Africa.

Raphael Seguis, responsabile dei negoziati in corso  tra governo filippino e Moro islamic liberation front (Milf) afferma che l’incontro organizzato dal Nam “è una grande possibilità per le Filippine, soprattutto per i nostri sforzi nel promuovere il dialogo religioso a Mindanao”. La regione a maggioranza musulmana è da quarant’anni preda del conflitto tra ribelli islamici ed esercito e ha provocato negli anni migliaia di morti e oltre 750mila profughi.  

Seguis cita come esempio di dialogo l’esperienza del Forum dei vescovi e degli ulema, nato a Zamboanga (Mindanao) su iniziativa della Chiesa cattolica. L’organizzazione coinvolge 22 vescovi cattolici, 24 leader musulmani e 18 pastori protestanti. Essa è attiva da oltre 20 anni nel promuovere il dialogo tra le varie fedi partendo dalla collaborazione della gente e non solo tra organi di Stato. Lo scorso 6 marzo a Kuala Lumpur (Malaysia) governo e Milf hanno ripreso i negoziati dopo circa 6 mesi di stallo.

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