10/11/2012, 00.00
LIBANO
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Il patriarca maronita alla ricerca del dialogo con Hebollah

L'incontro tra il neo-cardinale e una delegazione del Partito di Dio fa seguito a quelli con l'opposizione e esponenti politici cristani. Concordanza sulla necessità del dialogo per uscire dalla crisi e sulla necessità, in via di principio, di una legge elettorale davvero rappresentativa.

Beirut (AsiaNews) - Un incontro importante per il futuro del Libano quello svoltosi ieri a Bkerke tra il patriarca maronita Beshara al-Rahi e una delegazione di Hezbollah, guidata da Sayyed Ibrahim Amin al-Sayyed, capo del consiglio politico del Partito di Dio (nella foto).

La motivazione era formale, la presentazione delle felicitazioni per la nomina a cardinale del patriarca, alle quali il neo-porporato ha risposto con un meno formale invito alla cerimonia di Roma del 24 novembre.

L'occasione è stata però sfruttata per uno scambio di opinioni su temi fondamentali, come la nuova legge elettorale e, soprattutto, per la ricerca di un modo per uscire da una crisi che da troppo tempo colpisce il Paese dei cedri.

Il card. Rai si sta spendendosi molto, con cautela, su tale fronte. L'incontro con gli sciiti fa infatti seguito a quelli con l'opposizione, la rappresentanza del 14 marzo guidata da Fouad Siniora, e con esponenti politici cristiani, come Michel Aoun.

Questo nel tentativo di "aprire una breccia nel muro contro muro" in atto tra le forze politiche. Una linea che di fatto vede il patriarca schierato con il presidente Michel Sleiman.

Da parte sua, Sayyed ha definito il colloquio con il patriarca come "un'occasione per discutere questioni che interessano i libanesi" e di un accordo sul "ricorso al dialogo per la soluzone dei contrasti".

Lo stesso Sayyed ha però negato che esista la possiblità di dar vita a quel "governo neutrale" ipotizzato dal 14 marzo.

Non in contrasto, sul principio, appaiono le posizioni del patriarca e degli sciiti sulla nuova legge elettorale. Il card. Rai vuole che essa sia "varamente rappresentativa di tutte le componenti della società e che preservi la convivenza". Sayyed ha spiegato che il sostegno di Hezbollah a una legge elettorale proporzionale "significa che respingiamo quella del 1960" e che la nuova "deve garantire una reale rappresentatività e preservare la collaborazione tra la popolazione e l'autorità politica".

Resta da vedere quali siano gli spazi concreti che queste affermazoini possono aprire. (PD)

 

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