17/01/2008, 00.00
MORATORIA ABORTO - INDIA
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Il sì di suor Nirmala Joshi alla moratoria contro l’aborto

di Nirmala Carvalho
La Superiora generale delle Missionarie della Carità, ribadisce l’impegno dell’Ordine fondato da Madre Teresa a favore della vita, fin dal concepimento. Ricorda che davanti al mondo intero Madre Teresa ha sempre denunciato che “nessuno, né un governo, né una madre, ha il diritto di togliere la vita”. Contro l’interruzione di gravidanza, l’accoglienza di ragazze madri e le adozioni.
Kolkata (AsiaNews) - Un no alla pena di morte e soprattutto all’aborto come “strumento più importante per la distruzione della pace” arriva dalla Superiora generale delle Missionarie della Carità, suor Nirmala Joshi. La religiosa, che ha raccolto l’eredità della Beata Madre Teresa, sostiene l’idea di una moratoria mondiale contro l’aborto, come logica conseguenza di quella recentemente raggiunta sulla pena capitale. Commentando l’iniziativa con AsiaNews, ricorda l’impegno di Madre Teresa, la quale - soprattutto nelle sedi internazionali - non ha mai mancato di denunciare il pericolo e  l’ingiustizia che si celano dietro questa pratica.  
 
“La cultura della vita - dice suor Nirmala - protegge e ama la vita, promuove l’amore, la bellezza, la gioia e la pace. La cultura della morte, invece, distrugge la vita e semina odio, discordia e infelicità…a noi scegliere”. Per arginare il diffuso fenomeno dell’interruzione di gravidanza  in India, le suore di Madre Teresa continuano a gestire case di accoglienza per dare un’alternativa alle mamme non sposate o in difficoltà e sostengono programmi di adozione internazionale.
 
Quella per la protezione della vita, fin dal concepimento, è stata tra le principali battaglie della Beata. Durante la Conferenza Onu su popolazione e sviluppo, svoltasi a Il Cairo nel 1994, Madre Teresa denunciò davanti al mondo intero la pena di morte e l’aborto: “L’unico che ha il diritto di togliere la vita è quell’unico che l’ha creata. Nessun altro può farlo, né una madre, né un padre, non un medico o un’agenzia o una conferenza o un governo”. Per Madre Teresa – ricorda suor Nirmala – l’aborto è il “peggiore dei mali e il maggiore distruttore della pace, perché è una guerra contro il bambino…se accettiamo che una madre possa uccidere persino il proprio figlio, come possiamo dire alle altre persone di non uccidere i propri simili?”
 
Già nel 1979, in occasione della cerimonia per il conferimento del Premio Nobel per la Pace, Madre Teresa si era espressa contro l’ipocrisia dei molti, che “si preoccupano dei bambini in India e in Africa che muoiono di fame e di altre cause, ma non dei milioni di bambini che muoiono deliberatamente per il volere delle loro madri”. Sempre in quella sede la religiosa ha ricordato l’impegno delle MC: “Combattiamo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo chiesto ad ospedali, cliniche, stazioni di polizia di non uccidere i bambini, ma di affidarli a noi, dite alle ragazze madri di venire da noi, daremo una casa al loro bambino”.
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