31/03/2017, 13.04
VATICANO
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In Vaticano un congresso per i 50 anni della Populorum Progressio

La grande enciclica sociale di Paolo VI , che per la prima volta estendeva a livello mondiale l’insegnamento sociale della Chiesa, al centro di un incontro al quale parteciperanno anche i rappresentanti delle conferenze episcopali e delle loro commissioni sociali e “Giustizia e Pace”, i rappresentanti degli organismi di carità cattolici a livello internazionale e il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La “Populorum Progressio” di Paolo VI sarà oggetto di un congresso internazionale che si terrà in Vaticano il 3 e 4 aprile, organizzato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla pubblicazione della grande enciclica sociale. Sul tema interverrà anche papa Francesco che martedì  riceverà i partecipanti al congresso.

Il documento di Paolo VI, che per la prima volta estendeva a livello mondiale l’insegnamento sociale della Chiesa, affermava che lo sviluppo non può essere ridotto alla mera crescita economica, ma deve essere pensato in termini di sviluppo integrale, cioè che promuova tutti gli uomini e tutto l’uomo. Nel clima dell’allora imperante guerra fredda, papa Montini affermava che la vera cortina di ferro non era tra l’Est e l’Ovest ma tra Nord e Sud del mondo, perché “i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza” . “Lo sviluppo dei popoli – erano le prime parole dell’enciclica -  in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà, una più attiva valorizzazione delle loro qualità umane; che si muovono con decisione verso la meta di un loro pieno rigoglio, è oggetto di attenta osservazione da parte della chiesa”.

Una Chiesa alla quale “una rinnovata presa di coscienza delle esigenze del messaggio evangelico”, “impone di mettersi al servizio degli uomini” e che chiedeva uno sforzo concordato affinché ciascuno avesse il proprio posto, i propri diritti e i propri doveri, la propria piena responsabilità per incrementare una collaborazione universale tra le nazioni, una giustizia sociale internazionale.

La conferenza, che ha il titolo “Prospettive per il servizio dello sviluppo umano integrale: 50 anni dalla Populorum progressio” si terrà nell’Aula nuova del Sinodo, in Vaticano. Essa  si pone l’obiettivo di approfondire le prospettive teologiche, antropologiche e pastorali dell’enciclica, in particolare in relazione al lavoro di chi opera in favore della promozione della persona, e di formulare orientamenti per l’attività del nuovo Dicastero.

All’incontro prenderanno parte, in particolare, i membri dei Pontifici consigli che sono confluiti nel Dicastero (Giustizia e Pace, Cor Unum, Migranti e Itineranti, Operatori sanitari), i rappresentanti delle conferenze episcopali e delle loro commissioni sociali e “Giustizia e Pace”, i rappresentanti degli organismi di carità cattolici a livello internazionale e il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Il congresso, dopo l’introduzione di lunedì 3 da parte del card. Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e la presentazione teologica del tema antropologico da parte del card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, si articola in base alle tre tensioni fondamentali della persona: corpo-anima, uomo-donna, persona-società. Oltre agli interventi di esperti dei diversi settori, sono previste testimonianze di come la Chiesa opera direttamente a favore dei più deboli.

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