07/02/2008, 00.00
VIETNAM
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In processione per chiedere la restituzione del terreno della parrocchia di Thái Hà

di J.B. An Dang
Al termine della celebrazione delle Ceneri, i fedeli si sono uniti a quanti dal 7 gennaio manifestano pacificamente. Il terreno fu acquistato dai Redentoristi nel 1928. Nel 1954, con la conquista de potere da parte dei comunisti e la divisione del Vietnam, i religiosi furono imprigionati o deportati. I 60mila metri quadrati del loro terreno furono ridotti a 2.700.
Hanoi (AsiaNews) – In processione prima ed in un sit in di preghiera poi, i cattolici della parrocchia di Thái Hà, ad Hanoi, ieri sera hanno rinnovato la loro richiesta: rivogliono i 60mila metri quadrati di terreno di proprietà della loro chiesa, occupati da edifici statali.
 
La pacifica manifestazione si è mossa subito dopo la celebrazione del rito delle Ceneri: portando una grande croce, i Redentoristi ai quali è affidata la parrocchia, sono andati in processione sino al luogo del quale chiedono la restituzione. Per ore, malgrado la pioggia fredda ed il vento pungente hanno pregato e cantato innalzando decine di croci e immagini di Nostra Signora del perpetuo soccorso, unendosi a quanti dall’inizio dell’anno stano manifestando. Alcuni, malgrado l’inizio del Tet, il nuovo anno lunare, continuano a starvi in tenda.
 
La situazione è analoga a quella che ha visto la diocesi di Hanoi chiedere la restituzione dell’edificio della ex delegazione apostolica. Il terreno di Thái Hà del quale si chiede la restituzione, fu acquistato dai Redentoristi nel 1928: sui 60mila metri quadri della proprietà furono costruiti la chiesa, il convento ed il seminario. Nel 1954, con la conquista de potere da parte dei comunisti e la divisione del Vietnam, i religiosi di Thái Hà furono imprigionati o deportati. I 60mila metri quadrati del loro terreno furono ridotti a 2.700.
 
Da allora, a più riprese, sono state avanzate petizioni per chiedere la restituzione dei terreni, sui quali è stato costruito un ospedale e sono state fatte cessioni a compagnie statali e membri del governo. Il caso più recente, di inizio anno, è la cessione di una parte di terreno ad una compagnia di confezioni, la Chiến Thắng, che ha cominciato a costruirvi. Alle proteste dei parrocchiani la risposta è stato l’invio di militari per permettere di proseguire la costruzione.
 
Il 7 gennaio è intervenuto il superiore provinciale dei Redentoristi, p. Giuseppe Cao Dinh Tri, che in un messaggio ha denunciato la confisca illegale del terreno e la volontà di costruirvi. Lo stesso giorno le autorità dichiaravano che la costruzione sarebbe stata fermata, ma il giorno dopo il Comitato popolare di Hanoi autorizzava la compagnia a mandare avanti i lavori.
 
Sentendosi beffati, da allora i parrocchiani stanno pacificamente protestando. La settimana scorsa le autorità locali hanno chiesto ai Redentoristi di dire ai fedeli di abbandonare i luoghi per prepararsi al Tet. I religiosi hanno detto ai manifestanti di andare a casa per evitare pioggia e freddo. Ma nessuno si è mosso. “Ho detto ai miei figli – una donna spiga ad AsiaNews – che debbo proteggere il terreno della chiesa. Chi vuole scambiare con me gli auguri per il nuovo anno, venga qui”.
 
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