27 Giugno 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 26/01/2006, 00.00

    India

    India, attivista cristiano: "I nazionalisti indù offrono solo odio"

    Nirmala Carvalho

    John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union, parla di pregiudizio anti-cristiano radicato da tempo. "Continuano ad accusarci, ma non dicono quanti preti o suore sono stati riconosciuti colpevoli di aver effettuato conversioni forzate".

    New Delhi (AsiaNews) – L'accusa di effettuare conversione forzate che i fondamentalisti indù lanciano contro la Chiesa cattolica indiana "è un enorme pregiudizio che dura da quasi 50 anni, dall'epoca della pubblicazione del rapporto della Commissione Neoygi".

    John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union, commenta così i dati sull'educazione presentati il 21 gennaio dalla Conferenza episcopale indiana in vista del prossimo incontro plenario, previsto a Bangalore dall'8 al 15 febbraio, con cui i presuli cercano di dimostrare l'infondatezza delle accuse.

    In occasione della conferenza stampa del 21 gennaio, il Segretario esecutivo delle Comunicazioni sociali della Cbci, p. D'Souza, si era detto "convinto" che analizzare l'impegno della Chiesa in campo educativo "possa sfatare alcuni falsi miti che circolano nella maggioranza della popolazione. Secondo i dati forniti da p. D'Souza, la Chiesa indiana dirige 20 mila istituti scolastici, di cui il 66% si trova in zone rurali e il restante nelle città. Su oltre 6 milioni di alunni solo il 23% è cattolico e il 55% è rappresentato da ragazze, destinate altrimenti a non raggiungere nemmeno l'educazione elementare.

    "E' interessante – commenta Dayal - notare che molti governi diversi fra loro hanno approvato delle leggi anti-conversione, continuando ad accusare di questo fenomeno la minoranza cristiana, ma nei decenni passati dall'approvazione della prima, nessuno di loro ha mai voluto dire quanti preti o suore sono stati riconosciuti colpevoli di aver effettuato conversioni forzate".

    "Queste conversioni – spiega poi l'attivista per i diritti umani - non sono possibili in India: la polizia e le varie amministrazioni distrettuali, organi composti per la maggior parte da indù, sono presenti sul territorio in maniera capillare e tengono il loro sguardo fisso sulle Chiese. Molto spesso, tra l'altro, questo atteggiamento li porta a violare le garanzie costituzionali che difendono la libertà di fede".

    "L'RSS ed il BJP (maggiori partiti politici nazionalisti indù) – attacca Dayal - non hanno nulla di positivo da offrire alla popolazione indiana: vivono in un mondo chiuso che non ha alcuna relazione con la democrazia e con le regole internazionali di condotta civica e dignità umana. L'arma più potente che hanno è l'odio, a cui sono state sacrificate migliaia di persone appartenenti alle minoranze".

    "E' arrivato il momento – conclude - che la società chieda la fine di questa diatriba. Se il BJP vuole dichiararsi parte di una società civilizzata, il minimo che deve fare è concedere la libertà religiose alle minoranze indiane".

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    23/01/2006 INDIA
    Chiesa indiana: falsi i "miti" di proselitismo e educazione elitaria nelle scuole cattoliche

    La Conferenza dei vescovi indiani si incontra per riflettere sul lavoro nel campo dell'educazione, strumento per lo sviluppo degli emarginati e di tutta la nazione. I dati sugli istituti cattolici in India dimostrano la falsità di accuse quali conversioni forzate e istruzione d'elíte.



    16/02/2006 INDIA
    Costruire una "nuova India" attraverso l'educazione

    È il desiderio dei vescovi indiani che ieri hanno chiuso l'Assemblea generale della loro Conferenza. Nella dichiarazione finale, le linee guida e i propositi per creare, entro un anno, una politica nazionale sull'educazione: nelle scuole posti riservati agli emarginati, più ostelli nelle campagne e attenzione ai disabili.



    11/08/2009 INDIA
    Tamil Nadu, dalit cristiani “riconvertiti” all’induismo. Per motivi economici
    La cerimonia celebrata da membri del movimento fondamentalista Vhp. Il ritorno alla religione indù, in realtà, è motivato dalla discriminazione subita dai dalit cristiani, che non ricevono incentivi per lo sviluppo.

    22/12/2004 INDIA
    Scontro a Goa fra chiesa e governo per un documentario sulla liberazione

    La chiesa chiede il ritiro dalle scuole del film giudicandolo falso e "settario"; il governo, legato al fondamentalismo indù, ne promuove la diffusione.



    28/07/2007 INDIA – USA
    Il Senato americano dichiara fuorilegge la discriminazione di casta
    La risoluzione approvata lo scorso 23 luglio e ora al vaglio del Congresso invita il più importante partner commerciale asiatico a riconoscere pari diritti a Dalit e Tribali. La Chiesa cattolica chiede particolare attenzione ai Dalit cristiani, vittime di un’emarginazione ancora più radicata.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Confusione e polemiche per il silenzio del Vaticano sul caso di mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Per alcuni l’articolo di mons. Ma con cui elogia l’Associazione patriottica, riconoscendo i suoi “errori”, è solo “fango”. Per altri egli si è umiliato “per il bene della sua diocesi”. Molti esprimono perplessità per il silenzio della Santa Sede: silenzio sul contenuto dell’articolo; silenzio sulla persecuzione subita dal vescovo di Shanghai. Il sospetto che in Vaticano si vede bene lo svolgimento del “caso” Ma Daqin che però fa emergere un problema: la Lettera di Benedetto XVI (con cui dichiara l’AP non compatibile con la dottrina cattolica) è abolita? E chi l’ha abolita? Il rischio di una strada di compromessi senza verità.


    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin: il testo della sua “confessione”

    Mons. Taddeo Ma Daqin

    Con un articolo pubblicato sul suo blog, il vescovo di Shanghai, dimessosi dall’Associazione patriottica quattro anni fa, sembra “confessare” il suo errore e esalta l’organismo di controllo della Chiesa. Riportiamo qui il testo quasi integrale del suo intervento. Traduzioni dal cinese a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®