19/09/2019, 11.19
ISRAELE - PALESTINA
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Israele, elezioni: per restare in sella Netanyahu offre a Gantz un governo di unità

Il premier uscente ha chiamato il rivale centrista per proporgli una alleanza. Egli avrebbe anche proposto una staffetta alla guida dell’esecutivo. Con il 63% di schede scrutinate il Likud ha 32 seggi, uno in meno della coalizione “Blu Bianco” (33). Ma il vero ago della bilancia resta Lieberman. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Con una mossa a sorpresa - secondo i critici per garantirsi un futuro e ripararsi dai processi - Benjamin Netanyahu ha chiamato il principale rivale, l’ex generale Benny Gantz, chiedendo di unire le forze e formare un governo di unità nazionale. All’indomani del voto del 17 settembre, il Primo Ministro uscente sembra ammettere una (parziale) sconfitta e riconoscere la situazione di stallo, che di fatto impedisce a uno dei due più importanti schieramenti di formare un esecutivo. E pur di sopravvivere, sembra a cedere al compromesso e unire le forze. 

Con il 63% di schede scrutinate, il partito di destra Likud guidato da Netanyahu è di poco alle spalle del rivale centrista Benny Gantz, a capo della coalizione “Blu Bianco”. Entrambi hanno bisogno del sostegno di altri partiti per poter formare il governo e i voti delle aree di riferimento sembrano non bastare. Questa volta, dunque, il premier uscente non potrà contare sui gruppi religiosi per assicurarsi un quinto mandato. 

Secondo gli ultimi dati, la coalizione centrista “Blu Bianco” dovrebbe assicurarsi 33 seggi su 120 totali della Knesset, il Parlamento israeliano. Segue a ruota Netanyahu con il Likud, che dovrebbe ottenere 32 seggi. Entrambi i blocchi, allargati alle rispettive alleanze, dovrebbero totalizzare un massimo di 56 seggi, entrambi insufficienti per formare un governo, che necessita di una maggioranza di 60 più uno. 

Da qui la scelta di Netanyahu di appellarsi al principale rivale, chiedendogli di formare un governo di coalizione non essendoci un chiaro vincitore. Nel videomessaggio, il premier uscente afferma che avrebbe preferito guidare “una coalizione di destra”, ma i risultati delle une “lo rendono impossibile”. “Da qui - ha aggiunto - la scelta di formare un esecutivo a più ampio respiro di unità nazionale”. 

Una proposta, quella di Netanyahu, già lanciata in precedenza dal rivale Benny Gantz a condizione che il governo non fosse guidato dal premier uscente, al quale non devono più spettare compiti esecutivi. Questa mattina, partecipando a una cerimonia ufficiale per il terzo anniversario della morte di Shimon Peres - alla quale era presente anche Gantz - Netanyahu ha precisato che la sua offerta è “priva di condizioni”. Egli ha quindi ipotizzato una rotazione alla guida dell’esecutivo con l’ex rivale, sottolineando che lo stesso Peres, leader di sinistra, dal 1984 al 1988 ha dato vita a un governo con la destra e scambiandosi la carica con l’avversario conservatore Yitzhak Shamir.

Al momento non vi sono reazioni ufficiali nello schieramento “Blu Bianco” alla proposta di Netanyahu, ma appare probabile che resterà il veto sul Primo Ministro come pre-condizione per la nascita dell’alleanza. Una alleanza, peraltro, che necessità dei seggi e dei voti di Israel Beytenu di Avigdor Lieberman - il vero ago della bilancia - per ottenere la maggioranza alla Knesset. Ed è stato lo stesso Lieberman che, per primo, ha rotto con l’alleanza con Netanyahu per batterlo alle urne e cacciarlo dalla scena politica. 

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