24 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 10/01/2018, 13.09

    ISRAELE

    Israele offre ricompense ai civili che cacciano i migranti



    Offerti posti di lavoro e bonus economici. Molti di loro avranno il compito di indagare sui profughi e sui loro datori di lavoro. L’Unhcr chiede un passo indietro. 

     

    Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità israeliane pagheranno bonus fino a 30mila sheqel (circa 7.300 €) ai civili disposti a contribuire all’espulsione dei profughi migranti. È quanto riporta un comunicato pubblicato questi giorni dal governo israeliano, in cui si annuncia l’assunzione di 100 ispettori e 40 investigatori da impiegare nella campagna di deportazione annunciata a inizio mese.

    Il primo gennaio, le autorità hanno messo in guardia le decine di migliaia di richiedenti asilo, per la grande maggioranza eritrei e sudanesi: se entro aprile non lasceranno il Paese “in modo volontario” saranno passabili di carcere a tempo indeterminato.

    In Israele, ci sono circa 35mila cittadini eritrei e sudanesi e con essi 5mila bambini nati nel Paese. La maggior parte hanno visti temporanei che devono essere rinnovati ogni tre mesi. Le autorità israeliane li considerano “infiltrati” e migranti economici, e tentano di cacciarli da quando hanno cominciato ad arrivare, nel 2006. Negli ultimi due anni, Israele ha fatto pressioni perché i richiedenti asilo lasciassero il Paese per dirigersi in un "Paese terzo", in genere Uganda o Rwanda.

    Il nuovo personale per cacciare i profughi riceverà un “pagamento appropriato” insieme a ingenti bonus fino a un massimo di 30mila sheqel. Un anno di lavoro verrà ricompensato con un bonus di 20mila sheqel (circa 4.870 €).

    A partire da marzo, gli “ispettori” lavoreranno per due anni nell’intero territorio di Tel Aviv. Di questi, 30 si occuperanno di aspetti burocratici relativi al programma di rimpatrio volontario, mentre i restanti avranno il compito di “applicare le leggi contro i richiedenti asilo e i loro datori di lavoro”, rintracciandoli e indagando sulle loro storie. Per proporsi al ruolo è necessario aver conseguito il diploma liceale, e sarà considerato un “plus” l’esperienza nel combattimento.

    I 40 “investigatori” saranno impegnati presso l’unità per la determinazione dello status di rifugiato, al ministero degli interni, nel sud di Tel Aviv. Il loro compito sarà verificare la situazione politica nel Paese d’origine del richiedente asilo e valutare il rischio alla vita da lui corso. Al momento solo una decina di richiedenti asilo hanno ottenuto lo status di rifugiato.

    La campagna di Israele contro i richiedenti asilo preoccupa l’agenzia per rifugiati dell’Onu, che ieri ha fatto appello alle autorità israeliane perché abbandonino il progetto. “In un momento in cui l’Unhcr e le agenzie partner sono impegnati in evacuazioni di emergenza dalla Libia – afferma la dichiarazione – il ricollocamento forzato in Paesi che non garantiscono un’effettiva protezione e i successivi spostamenti di queste persone verso la Libia e l’Europa sono particolarmente preoccupanti”.

    L’agenzia riporta almeno 80 casi di migranti che “non avendo altra scelta, hanno viaggiato per centinaia di chilometri attraverso zone di conflitto nel Sud Sudan, nel Sudan o in Libia all’indomani del ricollocamento da parte di Israele”. I casi riguardano uomini adulti, intervistati fra il novembre del 2015 e il dicembre del 2017 dallo staff Unhcr di Roma. Le loro famiglie si trovano ancora in Israele, dove sono giunti subendo “abusi, torture ed estorsioni prima di rischiare di nuovo la vita attraversando il Mediterraneo per raggiungere l’Italia”.

    A quanto riferisce l’Unhcr ci sono “circa 27.000 eritrei e 7.700 sudanesi in Israele”. “Da quando nel 2009 Israele ha assunto la responsabilità diretta di determinare lo status di rifugiato”, solo una decina sono stati riconosciuti come tali; a 200 sudanesi del Darfur è stato riconosciuto “lo status umanitario”, un livello di tutela inferiore.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    16/06/2017 09:40:00 ISRAELE
    P. Neuhaus: i migranti cristiani di Terra Santa, portatori di “vitalità, vivacità e devozione”

    In Terra Santa ci sono 150mila migranti cristiani, 60mila dei quali cattolici. Arrivano da tutto il mondo, con speranze e motivi diversi: chi in cerca di lavoro, chi in fuga da guerra e dittatura. La Chiesa di Gerusalemme “madre in cui tutti possono sentirsi a casa” dà loro sostegno. Grati della bellezza della diversità. I richiedenti asilo i più vulnerabili, parte “proficua” della Chiesa e della società.



    04/09/2017 15:15:00 CINA-ITALIA
    Cinesi in fuga in Italia per non rinunciare alla fede religiosa

    Un'associazione studia il fenomeno crescente. Si convertono dopo aver scoperto “una tendenza spirituale prima ignorata” abbandonando il materialismo inculcato dal regime comunista. Solo pochi ottengono protezione internazionale. Per le commissioni, essi non corrono pericolo in Cina a discapito delle risapute violazioni dei diritti umani.



    20/06/2017 08:23:00 ONU
    Onu, record di rifugiati nel 2016: 65,6 milioni

    Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato. I dati diffusi ieri dall’Unhcr. Circa 40,3 milioni gli sfollati interni; 22,5 i rifugiati; 2,8 milioni i richiedenti asilo. Quasi l’84% del carico dell’accoglienza è sostenuto dai Paesi poveri, nonostante gli occhi puntati sulla crisi dei migranti in Europa.



    16/01/2018 11:17:00 ISRAELE
    Leader cattolici in Israele: no al benessere a spese dei migranti da espellere

    Necessario trovare “soluzioni più umane”. Non si può rimanere indifferenti alle sofferenze di chi scappa da dittature e guerre. Dio ci chiede di trattare “il forestiero dimorante” fra di noi “come colui che è nato” fra di noi.



    12/01/2018 14:43:00 ISRAELE
    Tel Aviv, per i migranti abusati e torturati serve ‘umanità’

    Le testimonianze di suor Azezet e p. Rafic, vicini ai profughi a rischio di espulsione. Molti di loro hanno subito torture e violenze sessuali nel Sinai. Dare speranza. Il fenomeno dei rifugiati crea disguidi e razzismo; bisogna guardare alla persona.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Il Vaticano domanda ai vescovi legittimi di farsi da parte per lasciare spazio a quelli illegittimi

    John Baptist Lin

    Lo scorso dicembre mons. Pietro Zhuang Jianjian di Shantou (Guangdong) è stato obbligato ad andare a Pechino dove “un prelato straniero” del Vaticano gli ha chiesto di lasciare la cattedra al vescovo illecito Giuseppe Huang Bingzhang. La stessa richiesta gli è stata fatta lo scorso ottobre. Mons. Giuseppe Guo Xijin, vescovo ordinario di Mindong dovrebbe diventare l’ausiliare o il coadiutore del vescovo illecito Vincenzo Zhan Silu. Sinicizzare la Chiesa cinese: sostenere il principio dell’indipendenza e seguire la leadership del Partito comunista.


    VATICANO – PERU'
    Papa in Perù: Giovani, il cuore non si può ‘fotoshoppare’, perché è lì che si gioca l’amore vero



    All’Angelus nella Plaza de Armas, papa Francesco ai giovani di seguire Gesù con tutto se stessi, senza scoraggiarsi, su esempio di san Martino di Porres, il santo meticcio. La preghiera silenziosa per la pace nella Repubblica del Congo. Ai vescovi, l’esempio di san Toribio di Mogrovejo, un infaticabile evangelizzatore: “Oggi lo chiameremmo un vescovo ‘di strada’”. Alle religiose contemplative l’invito a pregare per l’unità della Chiesa peruviana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®