19/02/2020, 09.02
TURCHIA
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Istanbul, il giudice assolve, la polizia lo arresta: di nuovo in carcere filantropo di Gezi Park

Ieri il giudice ha prosciolto l’imprenditore Osman Kavala a processo per il (presunto) coinvolgimento nella protesta. Attivisti e società civile in festa per una decisione “storica”. Ma a distanza di ore il nuovo mandato emesso dalla procura in riferimento al fallito golpe del 2016. 

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - L’imprenditore e filantropo turco Osman Kavala, incarcerato e a processo per il (presunto) ruolo nelle proteste di Gezi Park del 2013, è stato arrestato e condotto nel quartier generale della polizia a poche ore dal verdetto di assoluzione emesso ieri. Secondo quanto riferiscono i media di Stato, dietro il nuovo provvedimento di fermo vi sarebbero nuove accuse di coinvolgimento nel (fallito) golpe dell’estate 2016. 

Il movimento ha rappresentato la prima grande manifestazione di dissenso contro l’autoritarismo di Recep Tayyip Erdogan, allora Primo Ministro e oggi presidente con pieni poteri. Il proscioglimento giunto ieri a conclusione dell’iter processuale per Kavala e altri otto imputati (oggetto di ripetute critiche da parte di numerosi governi occidentali), è stato accolto con sorpresa. 

Alla notizia del verdetto emesso dal tribunale di Istanbul, attivisti e membri della società civile avevano parlato di decisione “storica” che poteva rappresentare il preludio di un nuovo corso per la Turchia. L’imprenditore e filantropo era in carcere da due anni e mezzo e stava per tornare in libertà; tuttavia, poco prima della scarcerazione è arrivato il nuovo ordine di arresto emesso nell’ambito di un’altra inchiesta, relativa al colpo di Stato orchestrato (secondo la propaganda ufficiale di Ankara) dalla rete del predicatore islamico in esilio Fetullah Gülen. 

La notizia del nuovo arresto ha suscitato stupore e frustrazione fra attivisti pro diritti umani, parlamentari dell’opposizione e osservatori stranieri. Nacho Sanchez Amor, rappresentante speciale per la Turchia del Parlamento Ue, afferma che “non vi sono prospettive di miglioramento” nel Paese se “la procura mina” ogni minimo “passo in avanti”. Emma Sinclair-Webb di Human Rights Watch parla di fermo “privo di fondamento giuridico” e basato solo sul criterio di “vendetta”. 

Testimoni oculari riferiscono che la polizia ha fermato Kuvala subito dopo il rilascio dalla prigione di Siliveri, nella periferia occidentale di Istanbul, per poi condurlo nel quartier generale dopo aver effettuato alcuni esami di routine sul suo stato di salute. In queste ore dovrebbe comparire negli uffici della procura che deciderà se confermare il mandato di arresto e di rispedirlo in prigione.

Prima ancora che dai giudici, Kavala era stato accusato dallo stesso Erdogan di aver cospirato contro di lui finanziando il movimento pacifico del 2013. Leggendo l’atto di accusa era fin da subito emerso che non vi fossero prove a sostegno della tesi della procura ma teorie prive di fondamento giuridico; tutti elemento che avevano sollevato più di una perplessità sul rispetto della giustizia turca delle norme internazionali ed europee.

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