27/08/2013, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, estremisti islamici contro Miss Mondo e la squadra antiterrorismo

di Mathias Hariyadi
Il famigerato Fronte di difesa islamico (Fpi) chiede la cancellazione del concorso di bellezza, perché estraneo alla “cultura nazionale” e fomenta il “desiderio carnale”. Nel mirino dei fondamentalisti anche il Densus-88, i reparti speciali della polizia colpevoli di colpire innocenti durante i blitz.

Jakarta (AsiaNews) - Il Fronte di difesa islamico (Fpi), organizzazione vicina alla frangia estremista del mondo musulmano, sferra un nuovo e violento attacco contro l'imminente concorso di Miss Mondo, la cui edizione 2013 è in programma a fine settembre a Bali e Bogor (West Java), in Indonesia. L'anatema è stato lanciato nei giorni scorsi, in occasione dei festeggiamenti per il 15mo anniversario dalla nascita del movimento.

Assieme alla cancellazione della manifestazione, giunta alla 63ma edizione, essi chiedono lo smembramento della squadra speciale antiterrorismo. Già i primi di giugno il concorso di bellezza aveva scatenato polemiche e scontri, che hanno causato la cancellazione della sfilata in bikini delle aspiranti miss, per non offendere la sensibilità dei fedeli musulmani. Il concorso - aggiunge Rizieq Shihab, leader Fpi a Jakarta, citando una frase dell'ex presidente Suharto - "è inconciliabile con i nostri costumi; esso fomenta desiderio carnale tra gli uomini, un elemento alieno alla cultura nazionale".

L'attacco di Shihab non riguarda solo Miss Mondo; egli invoca anche la "dissoluzione" del popolare team anti-terrorismo Densus-88, protagonista di raid e assalti contro basi ed esponenti della frangia fondamentalista. Fra i motivi addotti per smembrare l'élite dell'anti-terrorismo, la (presunta) serie di errori che hanno portato alla morte accidentale di persone innocenti nel corso degli ultimi raid. "Hanno compiuto gravissime violazioni ai diritti umani - ha dichiarato il leader estremista - e devono risponderne alla Corte penale internazionale".

L'Indonesia è la nazione musulmana più popolosa al mondo e, pur garantendo fra i principi costituzionali le libertà personali di base (fra cui il culto), diventa sempre più teatro di violenze e abusi contro le minoranze, siano essi cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la legge islamica e in molte altre aree si fa sempre più radicale ed estrema l'influenza della religione musulmana nella vita dei cittadini. 

In prima fila nella campagna di "islamizzazione" vi sono i membri del Fronte di difesa islamico che dettano legge in diverse zone imponendo norme e regolamenti ispirati alla sharia, come il divieto di bevande alcoliche e altri regolamenti in tema di morale sessuale. Il gruppo - osteggiato da gran parte della popolazione civile - è accusato di usare anche la violenza per raggiungere i propri obiettivi: in passato ha lanciato una serie di attacchi a partire dal 2000, che hanno colpito fra gli altri l'ambasciata degli Stati Uniti e bar, nightclub e circoli privati, soprattutto un occasione del Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera.  

 

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