25/08/2011, 00.00
INDIA

Karnataka: i radicali indù minacciano nuovi pogrom anticristiani

Secondo il Centro per i diritti umani Prashanti i cristiani dello Stato temono che le violenze del 2008 si ripetano. L’atteggiamento ambiguo della polizia, che sta schedando i pastori protestanti.
Mangalore (AsiaNews) – Il Centro per i diritti umani Prashanti testimonia della paura dei cristiani, a tre anni dai sanguinosi pogrom dell’Orissa, in un altro Stato indiano dove la presenza dei radicali indù è particolarmente aggressiva e si è manifestata con attacchi e violenze nel settembre 2008. Il panico si sta diffondendo fra i cristiani del Karnataka, ed è dovuto a voci secondo cui i fondamentalisti indù stanno programmando una nuova ondata di violenze. (21/08/2007 Karnataka, manifesti indù incitano al massacro dei cristiani).

Le voci hanno cominciato a circolare e a prendere consistenza all’inizio della settimana, quando la polizia ha cominciato a telefonare a parecchi pastori, il 18 agosto, chiedendo loro di registrare le loro case di preghiera alla stazione di polizia più vicina, ha detto oggi il segretario generale del Forum dei cristiani uniti del Karnataka, p. Ronnie Prabhu, sj. Il sacerdote ha detto che la polizia voleva che i pastori avessero il permesso dal commissario di distretto per tenere assemblee, e si chiedeva inoltre quante persone erano presenti in genere alle riunioni.

Il presidente del Forum, Walter Maben, ha detto che 70 pastori sono stati chiamati, ed è stato detto loro che senza registrazione la polizia non sarebbe in grado di proteggere le loro case e che le riunioni sarebbero considerate illegali. “Ai pastori è stato detto di seguire le istruzioni alla lettera, o sarebbero stati in pericolo”, ha dichiarato p. Prabhu. Ma comunque quando un pastore di una “chiesa non affiliata” si è recato dal commissario di distretto, gli è stato detto che non erano stati emessi ordini di registrazione.

P. Prabhu ha citato fonti di polizia che hanno affermato che alcuni gruppi indù volevano celebrare l’anniversario dei pogrom del 2008 ripetendo le violenze. Secondo il sacerdote la polizia apparentemente voleva mostra preoccupazione, ma sembrava anche “porre delle condizioni tali da non poter essere ritenuta responsabile” nel caso che vi fosse qualche attacco.

La violenza che si è scatenata nel settembre 2008 ha visto una serie di attacchi contro i cristiani e contro 24 chiese. Gli estremisti indù accusavano i cristiani di operare conversioni nello Stato. Nell’aprile di quest’anni radicali indù hanno attaccato tre case cristiane per bambini. La scorsa settimana un gruppo di 20 estremisti ha attaccato un pastore pentecostale, Sangappa Hosamani Shadrak, mentre stava celebrando nella sua casa. (22/08/2011 Karnataka: chiese saccheggiate, pastori picchiati da radicali indù).
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