03/10/2012, 00.00
INDIA
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Karnataka: raid di nazionalisti indù in un doposcuola cristiano per bambini

di Nirmala Carvalho
Attivisti hindutva della Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss) accusano il Child Development Centre di conversioni forzate. Se non fornirà una serie di documenti, il centro dovrà chiudere. Pochi giorni prima, un analogo attacco anticristiano ha sconvolto lo Stato indiano. Presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic): “Una vergogna il silenzio della polizia”.

Mumbai (AsiaNews) - Il Child Development Centre di Sampigehally (Karnataka), un doposcuola cristiano che ospita 300 bambini, rischia di chiudere i battenti per false accuse di conversioni forzate e proselitismo. A muovere l'attacco, una decina di nazionalisti indù della Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), che il 29 settembre scorso hanno perquisito il centro, pur non avendo alcun mandato. Ad aggravare la situazione, è l'intervento della polizia locale, che ha dato a fratel Reuben, il direttore, 24 ore di tempo per presentare i documenti di proprietà, pena una denuncia penale. Il Global Council of Indian Christians (Gcic) sta fornendo aiuto legale al centro, ma al momento non è ancora chiaro in che direzione evolverà la vicenda.

Da oltre 15 anni, il Child Development Centre accoglie i bambini del villaggio - senza distinzioni di casta o credo - tutti i pomeriggi, dalle 16:30 alle 18:00 (ora locale). In modo gratuito, il doposcuola fornisce ai piccoli un pasto e un aiuto nei compiti, prima che tornino a casa. In questo modo, i ragazzi sono seguiti per l'intera giornata nella loro formazione.

"In realtà - denuncia Sajan George ad AsiaNews - questo è il secondo incidente anticristiano avvenuto in Karnataka nell'ultimo mese". Il 26 settembre scorso, su denuncia di nazionalisti indù del Bajrang Dal, quattro poliziotti di Hunsur hanno interrotto un servizio di preghiera della Chiesa pentecostale Parishudda Prarthana Mandir, nel villaggio di Kattemalavadi (distretto di Mysore). Gli agenti hanno interrogato il rev. Venkatesh, chiedendo di presentare i documenti necessari per guidare la Chiesa, e un permesso speciale per condurre il raduno.

Intanto, circa 15 attivisti indù sono giunti sul posto, insultando il pastore e picchiando i fedeli. "Nel corso della violenza - racconta Sajan George - è accaduta la cosa più vergognosa possibile: i poliziotti sono rimasti in silenzio a guardare". Al termine dell'aggressione, i nazionalisti hanno raccolto e portato via tutte le Bibbie e il materiale cristiano presente sul posto. A quel punto, gli agenti hanno condotto il rev. Venkatesh e la comunità alla stazione di polizia, per ulteriori controlli. 

 

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