27/02/2009, 00.00
INDIA - VATICANO
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Kashmir: giovani convertiti dall’Islam pregano per Benedetto XVI

di Nirmala Carvalho
Dopo un gruppo di musulmani dell’Africa del Nord e del Medio Oriente, anche giovani convertiti dal Kashmir aderiscono alla preghiera per il Papa, lanciata da AsiaNews per questa Quaresima. I tre convertiti offrono le loro sofferenze ed emarginazioni, insieme al sacrificio del loro padre Bashir, assassinato da estremisti musulmani perché convertitosi al cristianesimo. Adesioni anche dall’Italia, dove si ricordano pure le umiliazioni subite da Giovanni Paolo II.

Mumbai (AsiaNews) – Alcuni giovani ex musulmani convertiti al cattolicesimo esprimono la loro adesione a pregare per il papa in questa Quaresima. Shabnam (21 anni), Saira (17) e Adil (16), insieme alla loro madre Ameena, che vive ancora in Kashmir, desiderano che Benedetto XVI sappia che essi pregano per lui e offrono le loro sofferenze e umiliazioni per la sua missione. “Preghiamo che sia forte – dice Shabnam - e continui ad essere il faro della verità e dell’amore per tutto il mondo”.

I tre giovani e la loro madre aderiscono alla proposta fatta da AsiaNews ieri, che durante la Quaresima i cristiani preghino per il pontefice, al centro di una “guerra” mediatica contro il suo ministero. La proposta viene da un suggerimento giunto alla redazione di AsiaNews da parte di un gruppo di centinaia di ex musulmani dell’Africa del Nord e del Medio oriente, che hanno lanciato novene di preghiera per il Papa, che essi vedono come un “segno dell’amore di Gesù e un difensore dei deboli”.

Adil, il figlio più giovane, che quest’anno farà gli esami della maturità, vede una profonda unità fra le loro sofferenze e umiliazioni di convertiti dall’Islam e le umiliazioni che il papa subisce: “Sono stato battezzato molto giovane ed è stato sempre molto difficile: rimproveri, sarcasmo, ricatti, discriminazioni e ostracismo sociale ci hanno causato molta sofferenza. Ma ogni dolore ci insegna qualcosa e la nostre fede si rafforza, ci appoggiamo a Cristo ed è Lui che ci guida in tempi difficili”.

“Santo e amato Padre, non perda mai di vista la sua missione, non dimentichi il motivo per cui Dio l’ha eletto, guidi le generazioni alla verità e Dio sia sempre con lei”.

Bashir Ahmad Tantray, il padre di Shabnam, Saira e Adil, è stato ucciso da militanti islamici nel novembre 2006 in pieno giorno. Si era convertito al cristianesimo nel 1995 ed era fuggito dal suo villaggio dopo aver ricevuto minacce da gruppi islamici estremisti. Anni dopo vi era ritornato per curare suo padre che stava morendo ed è stato ucciso.

Bashir era un ingegnere della J&K Power Development Dept e il coordinatore regionale del Global Council of Indian Christians in Kashmir. “Dalla morte di nostro padre in poi – racconta Shabnam – è stato orribile. Pochi possono capire il nostro dolore e abbandono. Noi siamo fuggite a Mumbai, ma nostra madre è ancora in Kashmir. La vediamo solo durante le vacanze. Per lei ogni giorno è una continua lotta e un continuo dolore”.

Fra le adesioni alla proposta di preghiera per Benedetto XVI giunte alla redazione di AsiaNews, vi è anche quella di una signora italiana, che si firma col nome di Paola.

“Aderisco senza riserva all'iniziativa – scrive Paola -; pregherò per il Papa, come ho sempre fatto dal 1978”.

E ricorda che anche Giovanni Paolo II è stato spesso attaccato (perfino ora da morto): “Per annunciare all'umanità che solo in Cristo l'uomo ritrova se stesso, per cercare l'unità tra i Cristiani, Papa Wojtyla non ha esitato, anche allo stremo delle forze, di affrontare viaggi estenuanti, incontri quasi impossibili, persino critiche da parte di quanti gli erano vicini. Ci siamo mai chiesti quanto dolore provasse di fronte alle accuse di Küng o dei lefebvriani? Che dire poi degli attacchi radicali o della solitudine di fronte ai suoi innumerevoli appelli contro la guerra, contro l'aborto, contro i pericoli di un'umanità senza Dio?”.

“Sì – conclude - io pregherò per papa Benedetto XVI, anzi, lo affiderò all'intercessione del suo ‘piccolo grande predecessore’, ma invito anche a pregare in modo più convinto affinché quel ‘Santo subito’ possa trovare compimento”.

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