02/08/2021, 09.01
LIBANO
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Khaldé: uccisi due uomini durante un funerale di Hezbollah

Crescono le tensioni settarie tra il gruppo sciita e le tribù arabe sunnite del sud del Paese. L'attacco ha provocato scontri sedati solo con l'intervento dell'esercito.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Ieri nella città costiera di Khaldé, due uomini armati non identificati hanno ucciso due persone al funerale di un affiliato di Hezbollah, Ali Chebli. Lo ha riferito il gruppo sciita, aggiungendo che si è trattato di un’imboscata pianificata. All’episodio sono poi seguiti scontri durante i quali almeno quattro persone potrebbero essere rimaste uccise, riportano i media locali. Solo l’intervento dell’esercito libanese ha riportato la calma in tarda serata. 

Lo scontro si inserisce in un quadro di tensioni settarie tra gli Hezbollah filo-iraniani e le tribù sunnite che popolano la città a sud della capitale. Ali Chebli era stato ucciso il 31 luglio per vendetta mentre partecipava a un matrimonio. L’assassino voleva vendicare la morte del fratello quindicenne, Hassan Ghosn, avvenuta un anno prima per mano di Chebli. Secondo la famiglia dell’attentatore, Chebli non è mai finito sotto processo perché protetto da Hezbollah.

Le tensioni tra la formazione sciita e le tribù sunnite erano poi scoppiate per lo sventolio di alcune bandiere di Hezbollah in occasione dell’Ashura. Qualche giorno dopo alcuni membri delle tribù hanno preso d'assalto un centro gestito da Chebli, promettendo la pacificazione della situazione solo se quest'ultimo non avesse più messo piede a Khaldè.

Secondo quanto scrive l’Orient-Le Jour, il convoglio che trasportava i resti di Ali Chebli è stato attaccato dai membri delle tribù arabe sunnite dopo essere partito dall’ospedale di al-Rassoul al-A'azam in direzione di Khaldé. L'ufficio stampa di Hezbollah ha confermato la morte di due persone, tra cui il cognato di Chebli, e ha poi insistito sul fatto che si trattasse di un funerale “non di parte, ma familiare”. Le tribù sunnite hanno rilasciato una dichiarazione secondo cui non vogliono essere trascinate in uno scontro armato, ma in cui incolpano Hezbollah della violenza e di fomentare tensioni settarie.

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