31/01/2014, 00.00
RUSSIA-SIRIA
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Kirill e Patriarca di Antiochia, un appello congiunto per "pace e integrità" in Siria

Giovanni X Yazigi ha concluso la sua visita a Mosca, dove ha incontrato il Patriarca ortodosso russo. I due leader religiosi hanno invitato al dialogo e alla liberazione degli ostaggi cristiani. Le Chiese d'Oriente guardano sempre più alla Russia come loro difensore.

Mosca (AsiaNews) - Il Patriarcato di Mosca e quello greco-ortodosso di Antiochia hanno lanciato un appello congiunto per la pace e l'indipendenza della Siria. "Le due Chiese credono che solo attraverso un dialogo aperto e onesto sia possibile garantire la vera pace in Siria, la sua indipendenza e integrità territoriale e assicurare pari diritti e opportunità ai suoi cittadini" si legge nel comunicato diffuso il 30 gennaio, al termine della visita a Mosca del patriarca Giovanni X Yazigi.

Secondo i due leader religiosi, è importante sostenere il processo iniziato a Ginevra e allo stesso tempo auspicare che "tutti i problemi politici in Libano, Iraq e negli altri Paesi del Medio Oriente siano affrontati con uno spirito di pace, che rifiuta la violenza e tutti i tipi di pressione che possono arrivare da posizioni estremiste o atti terroristici". Nel comunicato si sottolinea inoltre la necessità di prendere misure volte a garantire l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi: a partire dal metropolita Boulos Yazigi (della Chiesa ortodossa di Antiochia) e del metropolita Mar Gregorios Youhanna Ibrahim (della Chiesa siro-ortodossa) - rapiti ad aprile - come pure delle suore, dei sacerdoti e degli orfani del convento di Maalula.

"Le Chiese di Antiochia e di Russia hanno entrambe esperienza di convivenza con l'islam - concludono i due Patriarchi - respingiamo ogni tipo di estremismo o odio e ci appelliamo ai cristiani e musulmani perché lavorino insieme per il bene della loro patria".

Le visite dei leader religiosi delle Chiese d'Oriente in Russia sono quasi all'ordine del giorno ormai e dimostrano - secondo alcuni analisti - la crescente attenzione di quelle comunità cristiane verso Mosca, sempre più vista come punto di riferimento e nuovo paladino della loro difesa contro le minacce dell'estremismo islamico. Kirill ha dato alla Chiesa ortodossa russa un'impronta più "globale" rispetto al predecessore Aleksy II e mira a ritagliarsi un ruolo di leader internazionale. Secondo il direttore della radio Kommersant Konstantin Von Eggert, anche commentatore di questioni religiose, la battaglia per la difesa dei cristiani è "anche un'occasione per il Patriarcato di Mosca di ricordare che non solo è la più numerosa tra le Chiese autocefale, ma che è pronta a usare i suoi particolari legami col Cremlino per difendere la comunità nel mondo". (N.A.)

 

 

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