18/02/2013, 00.00
USA-UE-ASIA
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L'Associazione Transatlantica, un passo verso la moneta unica e il governo mondiale

di Maurizio d'Orlando
Voluta da Obama e da un gruppo di lavoro Usa-Ue, dovrebbe porre nuove regole, favorendo la globalizzazione delle imprese. Ma i benefici economici sono molto piccoli. A meno che non ci si attende un azzeramento di dollaro, euro, Federal Reserve, Banca Centrale Europea.

Milano (AsiaNews) - I comuni cittadini europei ed  americani dovrebbero iniziare a porsi qualche domanda sul reale significato e contenuto del concetto di sovranità popolare; il resto del mondo - ed in particolare i Paesi asiatici - deve interrogarsi su quali effetti produrranno sui propri sistemi economici gli orientamenti strategici che stanno venendo alla luce. Quali orientamenti? Quelli per arrivare ad una moneta unica mondiale e ad un governo mondiale, accelerando il passo. È quanto sembrano proporre all'unisono il presidente americano Barack Obama e i funzionari (non eletti) dell'Unione Europea che nei giorni scorsi hanno lanciato l'idea di forgiare una nuova forma di Associazione Transatlantica, la TTIP (l'acronimo inglese di Transatlantic Trade and Investment Partnership).

Il 12 di questo mese,  lo ha affermato Obama nel suo discorso annuale al parlamento americano;  il giorno precedente,  lo aveva auspicato lo HLWG (United States-European Union High Level Working Group on Jobs and Growth).  Tale "gruppo di lavoro" congiunto tra Usa ed Unione europea, molto poco noto, ma di così "alto livello" - come indica il nome stesso del comitato - deve avere coperture politiche elevate perché i suoi suggerimenti vengano immediatamente ripresi nella massima istanza costituzionale americana: c'è evidentemente un progetto politico ben delineato di cui i cittadini delle maggiori e più antiche democrazie parlamentari del mondo non ne erano al corrente ed i cui confini e finalità non sono ancor'ora ben chiari. Le ragioni ufficiali sono chiarite dalla stessa premessa del documento congiunto redatto dal suddetto "gruppo di lavoro" [1]: insieme Usa e  Ue costituiscono circa il 50 % del Pil mondiale e generano il 30 % degli scambi commerciali del pianeta.

Che cosa renderebbe necessaria questa nuova Associazione Transatlantica? Secondo quanto afferma il documento stesso le motivazioni sarebbero le seguenti:

1) espandere la reciproca apertura dei mercati;

2) eliminare le barriere non tariffarie "oltre il confine";

3) significativamente ridurre le differenze di leggi e regolamenti che disciplinano i vari settori;

4) sviluppare la cooperazione nel fissare nuove regole e principi comuni, imponendo discipline anche alle imprese di proprietà statale combattendo il localismo economico e favorendo invece la globalizzazione delle imprese anche di minori dimensioni medie e piccole.

Si tratta di un progetto a dir poco ambizioso: di fatto significa ridurre drasticamente le competenze dei parlamenti eletti. Stabilire, infatti, "regole e principi comuni", significa  sovrapporre un ulteriore livello legislativo. Ai mille vincoli e condizionamenti sovrannazionali già ora esistenti - emanati da organismi non eletti, quali la Commissione Europea, le Nazioni Unite, l'organizzazione Mondiale del Commercio ecc. - verrebbero dunque ad aggiungersi quelli derivanti dai nuovi comitati di coordinamento e di controllo dell'Alleanza Transatlantica. Le prerogative parlamentari in materie economiche - nei sistemi democratici il cuore del mandato rappresentativo - verrebbero a quel punto completamente svuotate.

A fronte di una così grave limitazione della democrazia e delle prerogative dei parlamenti eletti ci sarebbe da attendersi almeno dei significativi benefici economici. Viceversa, in un documento della Commissione Europea [2] (disponibile solo in inglese) si afferma che il beneficio netto (molto aleatorio e tutto da dimostrare nel concreto) sarebbe dello 0,5% del Pil - e di poco meno per gli Usa.  Di fatto si tratta di un'inezia e sarebbe facile elencare altre iniziative che potrebbero fornire maggiori prospettive di crescita economica sperata. Difficile è, perciò, credere che l'obbiettivo di chi ha messo in cantiere il progetto dell'Alleanza Transatlantica sia davvero quello di promuovere lo sviluppo economico. Più verosimile è in realtà che questo progetto di mercato comune transatlantico sia finalizzato al lancio di una moneta comune euro-americana in sostituzione del dollaro e dell'euro. Un blocco economico euro-americano avrebbe infatti bisogno di un sistema di cambi fissi o rischierebbe di sfaldarsi immediatamente. Da un cambio fisso euro-dollaro ad una moneta unica e ad un'unica banca centrale euro-americana il passo è davvero breve. Per farlo occorre, però, sbarazzarsi dell'esistente: il dollaro, l'euro, la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea. Per ora il tutto potrebbe sembrare fantascienza o meglio fanta-economia. Ma il collasso di questo sistema è ormai di fatto già nei numeri e ci si può persino spingere a pronosticare un periodo, connesso ad una nuova stagione di crolli della borsa [3], a partire probabilmente da questa primavera. Lo stesso vale per le sue banche centrali, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea: il bilancio di entrambe è ormai talmente pieno di titoli "tossici" (diciamolo chiaramente una volta tanto: crediti inesigibili) che una loro sopravvivenza come entità indipendenti è praticamente davvero poco probabile.

Da tutto ciò se ne può dedurre quali siano davvero le motivazioni dell'Alleanza Transatlantica: un progetto di fusione monetaria e delle banche centrali. Sembra quasi di assistere al lancio di un progetto di fusione tra due società quotate in borsa e d'altra parte essendo entrambe - BCE e Fed - delle entità private, davvero è un po' come se lo fosse. Inoltre sono entrambe nello stesso settore d'affari, entrambe hanno conseguito un potere sovrano, il diritto di emettere moneta avente valore, in regime di monopolio.

Ad AsiaNews, sin dal 2007 [4] abbiamo riferito (e più volte ci siamo tornati) sui progetti di introdurre una nuova valuta per giungere poi a una moneta mondiale.  Tutto lascia supporre che siamo ormai prossimi al "lancio". Fortunati - ci permettiamo di commentare - quei Paesi che sapranno sottrarsi al furto della loro indipendenza e sovranità nazionale: in Europa, i disastri della centralizzazione monetaria ed economica sono sotto gli occhi di tutti.

 

 


[1] Vedi il documento congiunto: http://www.ustr.gov/sites/default/files/02132013%20FINAL%20HLWG%20REPORT.pdf

            Il documento del governo americano è reperibile a:

http://www.ustr.gov/about-us/press-office/fact-sheets/2013/february/US-EU-TTIP

[2] Vedi:   European Union and United States to launch negotiations for a Transatlantic Trade and Investment Partnership , Bruxelles, 13 febbraio 2013

[3] Vedi: MdO, AsiaNews,05/02/2013, Segnali di guerra in Asia, mentre il sistema monetario si avvicina al collasso; vedi anche altri articoli di MdO su AsiaNews.

[4] Vedi: MdO, AsiaNews, 19/09/2007,  I mutui "subprime" annunciano la più grande crisi finanziaria dopo il '29,  con riferimento alla allora "curiosa" notizia sull'Amero, la nuova moneta del Nord America

 

 

 

 

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