17/12/2010, 00.00
VIETNAM
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L’ambasciatore Usa a Hanoi: “Preoccupante la situazione dei diritti umani”

Michael Michalak, rappresentante americano ad Hanoi, scrive sul sito web dell’ambasciata: “Nel Paese ancora enormi violazioni ai diritti della popolazione. Libertà religiosa leggermente migliorata, ma i casi delle parrocchie cattoliche preoccupano”.
Hanoi (AsiaNews) – Gli Stati Uniti “sono ancora preoccupati per la situazione dei diritti umani in Vietnam. Il governo continua a inibire la libertà di espressione, a reprimere i dissidenti e a considerare terroristi tutti i partiti politici che non siano di ispirazione comunista”. È la forte denuncia apparsa sul sito dell’ambasciata americana in Vietnam e firmato dall’ambasciatore Usa a Hanoi, Michael Michalak. L’articolo prende spunto dalla Giornata internazionale per i diritti umani che si è celebrata in tutto il mondo lo scorso 10 dicembre.
 
Un avvocato di Hanoi racconta ad AsiaNews: “Dopo la conferenza Asean che si è svolta proprio qui in Vietnam, le autorità locali hanno ripreso la repressione contro dissidenti, avvocati, intellettuali, attivisti per la democrazie e tutti coloro che criticano il governo”. Michalak, che ha quasi concluso il mandato, aggiunge: “Nel 2010 sono stati arrestati 24 dissidenti ed altre 14 persone sono state condannate per la loro ricerca di giustizia tramite la non violenza”.
 
Per l’ambasciatore, “molti intellettuali hanno detto la verità rispetto alla società in cui vivono, ma sono stati considerati contrari al governo e imprigionati. Inoltre, il 2010 è stato l’anno della grande guerra contro internet: moltissimi siti sono stati distrutti, e altrettanti blogger sono stati arrestati per l’impegno sulla Rete”.
 
Michalak sostiene che il Paese abbia compiuto “passi avanti” nella libertà religiosa, ma sottolinea: “Il governo ha usato la violenza nei casi delle parrocchie di Dong Chiem e Con Dau, e questo ha provocato dei sospetti sull’amministrazione e sull’uso della legge da parte del governo. Questo modo di fare ha danneggiato anche i passi avanti compiuti nel campo della libertà religiosa”.
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