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  • » 11/08/2017, 11.26

    COREA

    La Cina neutrale se Kim attacca gli Usa. Mattis ora spera nella soluzione diplomatica



    Dopo l’escalation verbale tra Donald Trump e Kim Jong-un, il segretario della Difesa Usa sottolinea che la guerra in Corea sarebbe “catastrofica”. Il Global Times del Partito comunista cinese scrive che se gli Stati Uniti e la Corea del Sud attaccheranno la Corea del Nord, allora la Cina dovrà intervenire per impedirlo. 

    Seoul (AsiaNews) - Il Global Times, organico al Partito comunista cinese scrive che la Cina dovrà restare neutrale se la Corea del Nord lancerà un attacco che minaccia gli Stati Uniti. Ma ha anche detto che se gli Stati Uniti e la Corea del Sud attaccheranno la Corea del Nord con l'intenzione di forzare il cambiamento del regime, allora la Cina dovrebbe intervenire per impedirlo.

    Il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha dichiarato che se gli Stati Uniti vengono attaccati, la sua nazione è disposta a scendere in guerra contro la Corea del Nord. In tal modo, ha affermato, l'Australia onorerà il suo impegno sottoscritto nel Trattato di Anzum del 1951, "come l'America verrebbe in nostro aiuto se fossimo attaccati".

    Intanto, il presidente Usa Donal Trump ha rincarato la dose suscitando l'irata reazione di Kim Jong-un. "Se la Corea del Nord dovesse davvero colpire o anche immaginare di farlo, solo le acque vicino all’isola americana di Guam, come hanno minacciato con missili balistici a raggio intermedio, gli succederanno cose che non potrebbero mai neanche aver ritenuto possibili", ha affermato. Poi il presidente degli Stati Uniti si è rivolto direttamente agli americani: "Le persone di questo Paese debbono sentirsi al sicuro perchè se la Corea del Nord dovesse anche solo immaginare di attaccare qualunque cosa che amiamo, nostri rappresentanti, i nostri alleati o noi, allora vi dico che loro dovrebbero essere molto molto preoccupati perchè le cose che gli succederanno saranno tali che non le avranno mai neanche ritenute possibili", ha minacciato. La replica accesa del dittatore di Pyongyang non si è fatta attendere: "Cancelleranno dalla faccia della terra senza alcuna pietà i provocatori che fanno tentativi disperati di soffocare il Paese socialista". "Gli Usa soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni", h concluso Kim.

    Tuttavia, dopo l’escalation verbale tra i leader Donald Trump e Kim Jong-un, il Segretario Usa alla Difesa James Mattis è sembrato prendere le distanze,  affermando che una guerra sarebbe “catastrofica”. Mattis ha detto che l'America spera di risolvere la crisi della Corea del Nord per via diplomatica.  Ieri Pyongyang ha annunciato di voler finalizzare un piano per lanciare quattro missili nelle acque del Pacifico, presso l’isola di Guam, 160 mila abitanti, 13 mila militari Usa, a circa 3mila km di distanza, territorio statunitense. Le tensioni sono cresciute nelle ultime settimane dopo che la Corea del Nord ha testato due missili balistici intercontinentali nel mese di luglio. Kim in particolare ha reagito contro la successiva risoluzione dell’Onu, decisa all’unanimità dunque anche con il via libera della Cina, che ha aumentato le sanzioni a suo carico.

    Ieri Mattis aveva dichiarato che è il suo compito di segretario alla Difesa essere pronto per il conflitto. Ma ha anche detto che lo sforzo diplomatico del segretario di Stato, Rex Tillerson, e dell'ambasciatore dell'Onu Nikki Haley "sta ottenendo risultati".

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