11/06/2019, 08.47
HONG KONG - CINA
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La diocesi di Hong Kong: il governo fermi la legge sull’estradizione in Cina

di Paul Wang

L’appello, firmato solo come “diocesi di Hong Kong”, segue di due giorni la grande manifestazione di oltre un milione di persone. Esso domanda al governo di affrontare “le domande e i timori” del mondo legale e del pubblico e di risolvere in modo pacifico i contrasti. Ma il capo dell’esecutivo, Carrie Lam, ha ribadito oggi la volontà del governo di perseguire sul varo della legge. Per il 13 giugno, giorno della discussione della legge in parlamento, si attende uno sciopero di impiegati e studenti di scuole e università.

Hong Kong (AsiaNews) – La diocesi di Hong Kong ha diffuso oggi un appello in cui chiede al governo della Sar (Regione a speciale amministrazione, la definizione della Cina per il territorio) di “fermare la legge sull’estradizione” che si vuole far passare in fretta, “fino a che non sono affrontate in modo adeguato le domande e le preoccupazioni del settore legale e del pubblico”.

L’appello, firmato solo “La diocesi di Hong Kong”, viene due giorni dopo la gigantesca manifestazione di oltre un milione di persone. Il pubblico teme che la legge possa essere usata dalla Cina per fermare e sequestrare dal territorio dissidenti e persone che diffondono opinioni differenti da quelli di Pechino. Il mondo legale fa notare che inviare sospetti in Cina significa non garantire loro processi giusti e rispettosi dei diritti umani, data la dipendenza delle corti cinesi dal Partito.

La manifestazione del 9 giugno si è svolta in modo pacifico (foto 1). Ma dopo una dichiarazione del governo di Hong Kong – verso le 23 – in cui si affermava di volere passare la legge al più presto, alcune centinaia di giovani localisti si sono scontrati con la polizia a Wan Chai e in Central.  L’appello della diocesi chiede al governo e alla popolazione “di esercitare la dovuta moderazione e cercare una soluzione al presente impasse attraverso modi pacifici, conformi alla giustizia e ai principi legali”.

Infine, “la diocesi di Hong Kong” domanda a “tutti i cristiani di continuare a pregare per la società di Hong Kong”.

Quest’oggi il capo dell’esecutivo, Carrie Lam Cheng Yuet-ngor (foto 2), ha dichiarato ancora una volta che il suo governo lavorerà per varare la legge, che verrà discussa in seconda battuta il 13 giugno. Per quel giorno, almeno 100 fra ristoranti, uffici e negozi hanno detto che rimarranno chiusi per permettere ai loro impiegati di partecipare a un sit-in davanti al Legco (il parlamento di Hong Kong). Anche studenti di scuole e università hanno pianificato uno sciopero per quel giorno.

Carrie Lam, cattolica, è molto criticata dagli ambienti ecclesiali giovanili per essere troppo servile nei confronti della Cina. In questi giorni sui social è apparsa una ironica campagna di firme per “supplicare il papa di scomunicare Carrie Lam”.

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