20 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 15/05/2017, 12.05

    CINA - INDIA

    La nuova Via della seta applaudita da 27 Paesi, sospettata da molti, boicottata dall'India



    New Delhi non ha partecipato al vertice di Pechino perché è contro il progetto del corridoio da 57 miliardi tra la Cina e il Pakistan che passa per il Kashmir. Il presidente Xi Jinping ha ottenuto la firma dell'accordo fra 27 Paesi per finanziare l'ambizioso piano infrastrutturale cinese. Egli garantisce "condivisione" e di non voler interferire nei modelli sociali dei Paesi interessati. Una nuova spinta alla globalizzazione.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) -  Il vertice in corso a Pechino ieri e oggi sul “One Belt, One Road (Obor)”, per costruire una nuova Via della Seta via terra e via mare, rappresenta il sogno del presidente cinese Xi Jinping di unificare con infrastrutture e porti la Cina con l’Asia centrale e l’Europa e con India e l’Africa.

    All’incontro iniziato ieri hanno partecipato 30 capi di governo e delegati da oltre 100 nazioni, oltre ai capi delle Nazioni Unite, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Ma era assente l'India.

    Durante il vertice il presidente cinese Xi Jinping ha promesso 124 miliardi di dollari per la sua nuova Via della seta “per forgiare un percorso di pace, inclusività e libero commercio” e ha chiesto l'abbandono di vecchi modelli basati su rivalità e giochi di potere diplomatico. A diversi osservatori pare che Xi stia utilizzando i vertici internazionali con i leader di tutto il mondo per rafforzare le ambizioni globali di leadership della Cina. Tale politica a sostegno della globalizzazione, appare agli antipodi rispetto a quella del presidente Usa, Donald Trump, il quale sta promuovendo "l'America first", mettendo in dubbio ogni iniziativa di libero scambio.

    Ieri, però, il delegato Usa, il consigliere della Casa Bianca, Matt Pottinger, ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno accolto con favore gli sforzi compiuti dalla Cina per promuovere il piano infrastrutturale” nell’ambito del quale le società americane “potrebbero offrire servizi di grande valore”.

    "Dovremmo costruire una piattaforma aperta di cooperazione e sostenere e sviluppare un'economia mondiale aperta", ha ribadito Xi Jinping nel suo discorso di apertura.

    Secondo la Cina il mondo deve creare condizioni che promuovano lo sviluppo aperto e incoraggino la costruzione di sistemi di "norme commerciali e d'investimento globali, ragionevoli e trasparenti". Il ministro della finanza britannico ha dichiarato al vertice che il suo paese è un "partner naturale" sulla nuova Via della seta, mentre il premier del Pakistan, Nawaz Sharif ha lodato la "visione e l’ingegno" della Cina per aver messo in campo un progetto “senza precedenti nella storia".

    Timori di egemonia

    Alcuni diplomatici occidentali hanno espresso disapprovazione sia sul vertice che sul piano nel suo complesso, considerandolo come un tentativo di promuovere l'influenza cinese a livello mondiale. Il ministro australiano del commercio Steven Ciobo ha sottolineato che accanto alle opportunità commerciali della nuova Via della seta, ci sono gli interessi nazionali da difendere. "La Cina è disposta a condividere le proprie esperienze di sviluppo con tutti i Paesi", ha rincuorato Xi Jinping. "Non interferiremo negli affari interni di altri Paesi, non esporteremo il nostro sistema di società e modello di sviluppo, e ancor di più non vogliamo imporre i nostri punti di vista sugli altri". Il presidente cinese ha evocato “un nuovo modello di cooperazione e reciproco vantaggio".

    Uno dei problemi da affrontare è come finanziare il volume di progetti legati all’Obor. Fino ad ora la Cina ha promesso 113 miliardi di dollari. Ma secondo l’Asian Development Bank occorrerebbero almeno 8mila miliardi entro il 2020.

    "Abbiamo bisogno di uno sforzo congiunto tra i Paesi per accrescere la cooperazione finanziaria", ha ammesso Zhou Xiaochuan, governatore della Banca centrale cinese. Le nazioni dovrebbero permettere alle aziende di svolgere un ruolo chiave poiché le risorse dei governi sono limitate, ha aggiunto Zhou. L'utilizzo attivo delle valute locali contribuirà anche a mobilitare i risparmi locali, ridurre i costi di cambio e di rimborso e salvaguardare la stabilità finanziaria.

    Nel forum, i ministeri delle finanze di 27 paesi, tra cui la Cina, hanno approvato una serie di principi che guidano il finanziamento dei progetti lungo la nuova Via della seta. La Germania però non ha approvato gli orientamenti finanziari comuni, pur dichiarando la partecipazione delle imprese tedesche, perché è necessaria una maggiore trasparenza.

    Al vertice hanno partecipato il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro cambogiano Hun Sen e il presidente kazako Nursultan Nazarbayev. C'erano anche diversi leader europei, tra cui i primi ministri spagnoli, italiani, greci e ungheresi.

    Le critiche dell’India

    L’incontro è stato boicottato dall’India, a causa della sua contrarietà a uno dei progetti dell’Obor: il corridoio economico tra la Cina e il Pakistan che passa attraverso la controversa zona del Kashmir, occupata dal Pakistan.  "Nessun Paese può accettare un progetto che ignora le sue preoccupazioni fondamentali sulla sovranità e sull'integrità territoriale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri indiano Gopal Baglay. L'India ha anche le sue perplessità sul fronte dei finanziamenti, citando il potenziale carico di debito come una delle sue altre preoccupazioni, affermando che "la realizzazione delle infrastrutture deve seguire principi di sostenibilità e responsabilità finanziaria, per evitare che i progetti possano creare un onere debitorio insostenibile per le comunità".

     "È strano che lo spettatore sia più ansioso dei giocatori”, è la replica dei cinesi, “mentre l'India si preoccupa dei fardelli dei debiti dei propri vicini, gli stessi vicini sembrano disposti ad assumere le loro decisioni ".

    Due giorni fa, il Pakistan e la Cina hanno messo nero su bianco nuove offerte per un valore di quasi 500 milioni di dollari, riguardanti l'aeroporto, il porto e la costruzione di autostrade. Per quanto riguarda il carico potenziale del debito, è vero che i rimborsi del Pakistan avranno un picco di circa 5 miliardi di dollari nel 2022, ma secondo la Cina questo dovrebbe essere compensato “dalle tasse di transito applicate al corridoio”. 

    Intanto il Nepal ha firmato un accordo con la Cina per realizzare un collegamento ferroviario transfrontaliero che potrebbe costare fino a 8 miliardi di dollari.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    19/05/2017 11:50:00 CINA
    Obor, sul mega progetto voluto da Xi Jinping l’ombra di corruzione e abusi ai diritti umani

    La corruzione non è solo il risultato di uno scambio di denaro. Essa emerge anche da una mancata trasparenza nel meccanismo di attuazione degli accordi. Da un governo che promuove repressione e abusi non è lecito aspettarsi il nuovo Vangelo. L’analisi di uno studioso cinese in esilio. Per gentile concessione di China Change.

     



    13/05/2017 08:50:00 CINA
    Con 'One belt, one road', la Nuova Via della Seta, la Cina dimostra la sua forza. Ma ne è capace?

    Xi Jinping porta avanti “dimostrazioni di forza” a livello economico e militare, ma molti dubitano che la Cina possa sostenere un simile carico finanziario. Per molti Paesi i grandi progetti in Asia centrale, in Asia del sud e nel Mar Cinese meridionale e orientale, nascondono sogni di egemonia molto pericolosa. Europa diffidente. Solo l'Italia partecipa all'incontro di "One belt, one road" a Pechino questo fine settimana. L’analisi dello studioso Willy Lam. Per gentile concessione di The Jamestown Foundation. Traduzione dall'inglese di AsiaNews.

     



    12/05/2017 08:46:00 CINA-USA
    Serie di accordi commerciali fra Pechino e Washington, dopo le minacce del passato

    Gli Usa potranno esportare gas liquido e carni di manzo; potranno entrare nel mercato delle carte di credito e emettere titoli per crediti alle loro compagnie in Cina, con la possibilità di ricevere anche prestiti. La Cina potrà esportare carne di pollo già cotta e le banche cinesi potranno entrare nel mercato americano. Un “risultato erculeo”. Rappresentanti Usa saranno presenti al Forum One belt one road di Pechino il 14 e il 15 maggio prossimi.



    17/05/2017 10:24:00 CINA-ASIA
    ‘One belt one road’: i problemi nelle relazioni internazionali della Nuova Via della Seta

    Con le prospettive faraoniche del progetto, la Cina si candida a ridefinire l’intero assetto geopolitico internazionale, divenendo il baricentro economico e politico dell’industria e del commercio euroasiatico. Le contrarietà dell’India; i timori della Russia; lo scetticismo europeo. E i problemi degli uiguri, dell’Asia centrale, dell’Iran e del Mar Cinese meridionale. La Cina intrappolata fra gli interessi nazionali e la voglia di distribuire ricchezza.



    16/05/2017 12:41:00 CINA
    Obor, il vertice di Pechino è stato un successo a metà

    Il presidente Xi Jinping non fa distinzioni fra i Paesi con cui vuole collaborare e pone l'accento sugli aspetti economici e finanziari. Ma ciò non basta per dare avvio ad un nuovo titpo di globalizzazione. Nelle relazioni tra popoli la Cina deve recuperare terreno. Il ruolo della Wanda City, le Disneyland cinesi





    In evidenza

    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    COREA
    Vescovi coreani: No alle ‘provocazioni imprudenti’. Fermiamo l’escalation nucleare lavorando per la ‘coesistenza dell’umanità’



    I vescovi coreani hanno diffuso oggi un’Esortazione sulle tensioni crescenti attorno alla penisola coreana. La Corea del Nord, ma anche i “Paesi limitrofi” rischiano di compiere “azioni precipitose, senza freni”, che potrebbero portare alla “morte di innumerevoli persone” e a “piaghe profonde per l’intera l’umanità”. Ridurre le spese militari e potenziare le spese per lo sviluppo umano e culturale. L’appello a usare “la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. La preghiera nel giorno dell’Assunta, festa dell’indipendenza coreana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®