20 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 05/07/2016, 11.21

    BANGLADESH-ISLAM

    La strage di Dhaka e la lezione di Regensburg capita solo a metà

    Bernardo Cervellera

    Gli autori del massacro, “giovani fuori controllo”, dopo anni di agi e benessere si sono convertiti all’islam radicale. L’islam moderato deve condannare l’islam fondamentalista. Musulmani puntano il dito contro gli imam senza cultura che seminano odio e disprezzo. Ricomprendere il discorso di Benedetto XVI per un esame di coscienza dell’occidente, che ha emarginato la religione come “irrazionale”. Islam fondamentalista e occidente senza Dio si richiamano a vicenda.

    Roma (AsiaNews) - In Bangladesh e in Italia c'è ancora sgomento e incredulità per la strage compiuta a Dhaka lo scorso primo luglio all'Holey Artisan Café, nel quartiere esclusivo di Gulshan, dove sono stati uccisi (e prima ancora torturati) nove italiani (10 se si pensa che la signora Simona Monti era incinta), sette giapponesi, una statunitense, un'indiana e quattro bangladeshi.

    Lo sgomento viene dal fatto che tutt'a un tratto l'islam bengalese, tanto amichevole e dialogico, come l'abbiamo sempre conosciuto, ha mostrato un volto crudele, cinico e fondamentalista.

    L'incredulità sorge dalla scoperta che almeno tre degli assalitori erano giovani sui 22 anni di buona famiglia, educati nei college internazionali, che escono fuori dal quadro solito del musulmano oppresso dalla miseria e dalla povertà, indottrinato dalle madrassah integraliste. A quanto pare – secondo le sobrie indicazioni della polizia di Dhaka – solo uno degli assalitori, Khairul Islam, risponde a questo identikit. Gli altri - Rohan Imtiaz, figlio di un politico dell'Awami League, il partito (laico) al potere; Nibras Islam e Andaleeb Ahmed, con studi in un'università australiana a Kuala Lumpur; Meer Saameh Mubasheer e Raiyan Minhaj, studenti nelle migliori scuole della capitale – fanno parte del gruppo di "giovani fuori controllo", come sono stati definiti dai poliziotti prima del blitz. Diversi di loro, dopo anni di agi, divertimenti, selfies, amori – come dimostrano i loro profili su Facebook e Twitter – sono fuggiti dalle famiglie e scomparsi.

    Secondo un generale della sicurezza in pensione, Sakhawat Hossain, vi sono almeno 150 (e forse 200) giovani bangladeshi scomparsi e si pensa che siano andati in Siria o Iraq a combattere al fianco di Daesh.

    Se dallo sgomento e dall'incredulità si passa all'azione, la prima questione da affrontare è il legame fra islam moderato e islam fondamentalista. La premier del Bangladesh Sheikh Hasina, denunciando il massacro – compiuto in uno dei maggiori giorni di festa del Ramadan, l'ultimo venerdì del mese di digiuno – ha subito detto: "Questo non è islam". E lo ha fatto perché all'opposizione ha un partito che si ispira proprio all'islam integralista: criticare quel tipo di islam rischia di produrre più adesioni ai suoi nemici politici.

    La stessa cosa avviene da noi in Italia e in Europa, dove vi è silenzio da parte musulmana su questa strage e dove – per altre stragi – le associazioni musulmane si lavano subito le mani dicendo anche loro: "Questo non è islam". Eppure questi giovani "fuori controllo", prima di uccidere, hanno chiesto di recitare versetti del Corano, proprio nello stile di Daesh (lo Stato islamico). C'è un'interpretazione dell'islam che porta alla violenza e i giovani, desiderosi di soluzioni sommarie e impazienti, ne sono affascinati e stregati; vi sono imam e predicatori che istillano disprezzo verso le altre religioni, verso l'occidente, verso gli eretici (sciiti o ahmadi) e che per purificare la terra d'islam sono disposti a distruggere tutti, anche se stessi. Non è tempo che nel mondo islamico si denunci questa interpretazione violenta del Corano? Che si condannino e denuncino quegli imam che spingono al disprezzo e all'odio per le altre religioni? Che inizi o si riprenda una rilettura della fede musulmana a paragone con la modernità, i diritti dell'uomo, della donna?

    Fra i miei amici di Facebook ho trovato un "esame di coscienza" di un musulmano che accusa di "ipocrisia" la posizione di tanti correligionari che appoggiano la sharia e nello stesso tempo dicono che "Daesh non ci rappresenta". "O noi raggiungiamo e facciamo alleanza con Daesh, e cessiamo la commedia, oppure riformiamo la nostra visione dell'islam e la spolveriamo di tutte le vecchiezze, cioè la sharia e la giurisprudenza inventata dagli ulema (i dottori coranici)". E un altro commento afferma: "Gli imam, la cui gran parte non ha alcuna cultura generale, non hanno mai avuto la cura di insegnare la tolleranza ai fedeli". E citando poi "i teorici dell'islamismo", che usano libri e canali televisivi, li accusa di "insegnare l'odio, il disprezzo e il rifiuto dell'altro". Speriamo davvero che questa lucidità si diffonda fra i nostri amici musulmani e che anche i nostri governi siano guardinghi nel loro liberalismo che lascia predicare chiunque e permette che Paesi fondamentalisti finanzino questo tipo di imam, condannato sopra.

    Il cercare di venire a capo del binomio islam-violenza riporta alla mente la magistrale lezione di papa Benedetto XVI a Regensburg, quando suggeriva al mondo musulmano che la violenza non è degna di Dio, che è ragione. In questi giorni molti commentatori ufficiali e non ufficiali hanno citato quel discorso anche se forse capito solo a metà. Molti infatti citano papa Ratzinger solo per quella pagina in cui si fa riferimento all'islam (con la dotta citazione di Manuele II il Paleologo), ma si dimenticano delle altre (almeno 12) dedicate all'occidente e al suo disprezzo per la religione come "irrazionale".

    In effetti, se c'è bisogno di un esame di coscienza nel mondo islamico, vi è anche necessità di un simile esame di coscienza nel mondo occidentale. Che giovani bangladeshi ben educati e esposti alla modernità globalizzata decidano di sacrificarsi per l'islam mette infatti in crisi il nostro modello che vede nelle capacità, nel successo, nel benessere il suo ideale, senza alcun riferimento a Dio. I giovani "fuori controllo" di Dhaka sono molto simili a quei giovani che hanno colpito a Parigi, Bruxelles, Londra, .... E sono simili a quei ragazzi occidentali che dopo un'adolescenza nella bambagia, decidono di andare a combattere in Siria o in Iraq a fianco di Daesh. Una francese musulmana, studiosa di questo fenomeno, Dunia Bouzard, raccontando il sottofondo familiare dei giovani fuggitivi, mostra con chiarezza, forse anche senza volerlo, come queste famiglie fossero secolarizzate, senza alcun riferimento religioso esplicito e convincente. Così, quando la domanda di senso nella loro vita diventa urgente, essi cadono preda del primo predicatore on-line, non avendo alcun criterio per distinguere il vero e il falso dal discorso religioso, non avendo mai avuto l'occasione di incontrare testimoni di fede.

    Non stiamo parlando delle povere vittime di Dhaka. Anzi, alcuni di loro erano noti per la loro fede e per la loro carità. Parliamo di un occidente nella società e negli Stati che disprezza la religione, che la reputa "irrazionale" e per questo non degna dell'uomo, da emarginare, privatizzare e magari soffocare perché non faccia danni alla società che funzionerebbe tanto meglio senza di essa. Secondo alcuni studiosi, il fondamentalismo violento di alcune religioni è il pendant, l'altra faccia della medaglia di un occidente senza Dio, che irride la religione.

    Se vogliamo rileggere in modo completo il discorso di Regensburg, è importante che i musulmani si separino dalla violenza, ma anche che l'occidente ritorni a un'idea di ragione che abbracci anche la dimensione religiosa. Senza di ciò – come ha avvertito Benedetto XVI – anche l'occidente (proprio come l'islam fondamentalista) non riuscirà a capire le altre culture e provocherà la violenza, che ci sembrerà sempre più irrazionale. E invece non lo è.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    05/08/2016 08:15:00 BANGLADESH
    Confermata l'accusa di strage per i due ideatori dell'attentato di Dhaka

    Hasnat Karim e Tahmid Hasib sono ora rinchiusi in carcere in regime di custodia preventiva. Sono accusati di aver diretto l’attacco al caffè nel quartiere diplomatico della capitale. Il primo è un ex docente di una delle università private più prestigiose di Dhaka; il secondo è fuggito dal Canada lo scorso anno.



    01/07/2017 11:48:00 BANGLADESH
    A un anno dalla strage di Dhaka, ancora tanta la paura

    Il primo luglio 2016 l’attacco terroristico all’Holey Artisan Bakery Cafè ha provocato 20 vittime. Il quartiere Gulshan è deserto, abbandonato da turisti e negozi. Diversi cattolici si sono trasferiti all’estero; alcuni missionari protestanti hanno lasciato il Paese. Il resoconto completo delle indagini sarà pubblicato “molto presto”.



    03/07/2016 09:02:00 BANGLADESH
    Vescovo di Rajshahi: I musulmani si alzino in piedi contro la barbarie di Dhaka

    Il presidente della Commissione episcopale Giustizia e pace ad AsiaNews: “Condanniamo con tutta la forza possibile l’attentato al locale della capitale. Dio non tollera gesti simili. Ora tocca agli islamici intervenire per salvare l’islam stesso”. Tra le vittime vi sono nove italiani, sette giapponesi, una indiana e tre bangladesh. Il dolore di papa Francesco: "Barbarie contro Dio e contro l'uomo".



    11/08/2016 09:43:00 BANGLADESH
    Dhaka, dopo la strage arrivano i trasporti “solo per stranieri”

    I distretti di Gulshan e Banani, sede di ambasciate e uffici internazionali, inaugurano nuove linee di pullman e nuovi risciò dedicati in maniera esclusiva ai residenti. L’attacco all’Holy Bakery Cafè “ha sconvolto turisti e investitori, che ora hanno paura. Ecco perché faremo di tutto per tranquillizzarli”.



    08/05/2017 15:11:00 BANGLADESH
    Bangladesh: un costante 'stillicidio' di conversioni all’islam

    Un rapporto della polizia evidenzia un nuovo fenomeno: indù convertiti all’islam violento. I fedeli indù sono da sempre bersaglio della maggioranza islamica. La pressione dei fondamentalisti ha più presa su persone deboli ed emarginate. Disaccordo su come gestire i fondi stanziati dall’Arabia saudita per madrasse e moschee. “Se non il terrorismo, i centri culturali islamici potrebbero incrementare l’integralismo”.





    In evidenza

    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    COREA
    Vescovi coreani: No alle ‘provocazioni imprudenti’. Fermiamo l’escalation nucleare lavorando per la ‘coesistenza dell’umanità’



    I vescovi coreani hanno diffuso oggi un’Esortazione sulle tensioni crescenti attorno alla penisola coreana. La Corea del Nord, ma anche i “Paesi limitrofi” rischiano di compiere “azioni precipitose, senza freni”, che potrebbero portare alla “morte di innumerevoli persone” e a “piaghe profonde per l’intera l’umanità”. Ridurre le spese militari e potenziare le spese per lo sviluppo umano e culturale. L’appello a usare “la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. La preghiera nel giorno dell’Assunta, festa dell’indipendenza coreana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®