Il nervosismo degli Z-blogger sulla guerra in Ucraina
Gli attacchi sempre più intensi di Kiev anche su Mosca e San Pietroburgo stanno portando i propagandisti dell'invasione russa ad accusare sempre più apertamente la propria leadership di non comprendere la situazione al fronte. E si conta come una "vittima della verità" l'ex-generale Popov che nel 2023 venne rimosso dal suo incarico dopo aver criticato Gerasimov.
Mosca (AsiaNews) - La conclusione della guerra russa in Ucraina appare sempre molto lontana, e la Russia sta subendo attacchi sempre più intensi dagli ucraini, che mettono a ferro e fuoco Mosca e San Pietroburgo, dando l’impressione di prevalere sull’aggressore. I russi reagiscono furiosamente bombardando Kiev perfino sulle chiese e sui musei, e proclamano l’imminente conquista di Konstantinovka, una delle roccaforti ucraine nel Donbass, ma come ormai avviene da quattro anni e mezzo, si tratta di propaganda sempre meno affidabile e credibile.
Proprio i propagandisti della guerra russa, gli Z-blogger e tanti commentatori bellicisti, cominciano a mostrare sempre più nervosismo e preoccupazione. Pavel Gubarev, ex-leader dei separatisti filorussi nel Donbass, accusa apertamente la leadership russa di non aver compreso la situazione al fronte, o addirittura di mentire spudoratamente: “Il rapporto del presidente Putin al Forum di San Pietroburgo affermava che l'esercito russo sta avanzando lungo l'intera linea del fronte nel distretto militare settentrionale, mentre le mie fonti al fronte riferiscono unanimemente che non è in corso alcuna offensiva da tempo, anzi, molti settori del fronte sono in ritirata”.
L'errata comprensione della reale situazione bellica, secondo Gubarev, è causata da “un pervasivo sistema di menzogne che ha incatenato l'intero corpo degli ufficiali in una mutua garanzia, per cui le informazioni veritiere non vengono trasmesse a priori e, se emerge un individuo coraggioso, il suo destino viene rapidamente e inesorabilmente segnato secondo lo schema del generale Popov”. Il riferimento è a Ivan Popov, ex-comandante della 58ª armata operante nel settore di Zaporižja, che nel 2023 si scontrò con il capo di stato maggiore Valerij Gerasimov, parlando durante una riunione di alto livello della grave situazione nelle unità sotto il suo comando e dell'insufficiente rotazione delle unità in prima linea. Popov fu etichettato come seminatore di panico, rimosso dal suo incarico, successivamente accusato di abuso di potere e condannato a cinque anni di carcere. Una parte significativa della “comunità Zeta” considera Popov “una vittima della verità”.
In molti casi gli Z-blogger sono vicini all'isteria, pur mantenendo un alto grado di patriottismo a favore della guerra, smascherando le macchinazioni del nemico, ovvero l'Ucraina e i suoi alleati occidentali. Anastasia Kaševarova sostiene che “il nemico sta implorando altri Paesi di fornirgli armi, è pronto a strisciare in ginocchio pur di ricevere armi per uccidere i russi… ci stanno rubando miliardi, al nemico non dispiace investire 15 droni per ogni nostro soldato, mentre noi ne abbiamo già a sufficienza per il lungo termine, e Dio non voglia che uno si rompa o vada perso, dovrete pagarlo voi, ci stanno combattendo e noi ce ne stiamo con le mani in mano”.
Aleksej Čadaev afferma che “quando gli storici del futuro inizieranno ad analizzare ciò che è accaduto tra la metà del 2025, quando le sorti della guerra dei droni stavano volgendo a nostro favore, e la metà del 2026, quando la situazione è cambiata, si capirà che i nostri comandanti sono passati davvero all'azione: hanno trovato appaltatori, stanziato budget e hanno iniziato a spartirsi mentalmente i premi per le future vittorie”, mentre la nuova ondata di tecnologie ha portato con sé nuove sfide, a cui non hanno saputo rispondere. Aleksandr Khodakovskij ritiene che “il nostro problema principale è la mancanza di un'organizzazione sistemica, l'abitudine radicata di non assumersi responsabilità in situazioni discutibili, rendendoci incapaci di progredire in ambiti in cui sono in gioco medaglie, e in cui è difficile trovare candidati indipendenti e capaci in ambiti in cui i benefici sono poco visibili, ma in cui sono coinvolti molto lavoro e responsabilità”.
Il popolare blogger TopaZ conclude che “è chiaro che al Cremlino l'intera situazione appare come se dei malvagi fascisti occidentali avessero preso in ostaggio i loro fratelli ucraini, e stessero facendo tutto il possibile per assicurare la risposta più dura possibile ai loro ‘prigionieri’. Ma ora ci stiamo avvicinando al punto in cui il prezzo per porre fine alla guerra non saranno più le vite dei soldati, che in questo conflitto non vengono conteggiate da nessuna delle due parti, ma presto il prezzo della debolezza e dell'indecisione saranno le vite dei civili”. Una situazione in cui alcuni commentatori si spingono persino a dire che l’unica soluzione sarebbe “un attacco nucleare contro l’Ucraina”.
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