04/08/2008, 00.00
INDIA - TIBET - CINA - NEPAL
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La torcia olimpica tibetana, per Olimpiadi segno di libertà e giustizia

di Nirmala Carvalho
A imitazione della torcia olimpica, ha attraversato i cinque Continenti per ricordare la questione tibetana e la repressione cinese contro i diritti e per chiedere libertà per il Tibet. Intanto ieri in Nepal arrestati 253 manifestanti proTibet.

Dharamsala (AsiaNews) – E’ arrivata ieri a Dharamsala la marcia del la Torcia per la libertà del Tibet (Tlt), partita da Olimpia (Grecia) il 10 marzo, dopo aver attraversato il mondo e tutta l’India portando un messaggio di verità e giustizia per il Tibet. Intanto ieri la polizia nepalese ha arrestato almeno 253 dimostranti, in gran parte monaci e suore tibetani, che hanno tentato di fare una marcia silenziosa di protesta davanti all’ufficio cinese visti  di Kathmandu, con bandiere e striscioni per “Tibet libero” e “Vogliamo la libertà religiosa”.

La torcia al suo arrivo è stata accolta da centinaia di tibetani, al canto di “Bhod Gyalo” (“Vittoria per il Tibet”).

Tsering Choedup, coordinatore della Rete di sostegno internazionale per il Tibet, spiega ad AsiaNews che “ci è stato negato il permesso di accendere la Tlt in Olimpia in Grecia nello stesso luogo di accensione della torcia olimpica di Pechino, ma l’abbiamo comunque accesa molto vicino. Brilla per i diritti umani e la libertà di tutti i popoli, e soprattutto per il Tibet. E’ demoralizzante che le Olimpiadi di Pechino proseguano come previsto e che i leader mondiali partecipino alla cerimonia d’apertura [l’8 agosto], ma chiediamo loro di parlare nell’occasione alle autorità cinesi per cercare una soluzione della questione tibetana e chiedere colloqui più significativi con il Dalai Lama”.

La Tlt ha attraversato oltre 50 città in tutto il mondo, a imitazione di quella olimpica, prima di giungere in India il 9 luglio. E’ poi partita da New Delhi il 10 luglio e, dopo avere viaggiato per 28 città accolta dai sostenitori protibet, arriverà a Ladakh l’8 agosto.

Chime Youngdung, presidente del Partito nazionale democratico del Tibet, denuncia “il persistente tentativo del governo cinese di ingannare il mondo, usando le Olimpiadi per far dimenticare le atrocità commesse in Tibet e nell’intero Paese contro i diritti umani”. Dopo le repressioni di marzo, con oltre 200 tibetani morti e migliaia di arrestati, nella regione è in corso una campagna di “rieducazione patriottica”, che costringe i tibetani a manifestare fedelrà al Partito comunista e ad abiurare il Dalai Lama.

Anche B. Tsering, presidente dell’Associazione donne tibetane, si dice “incoraggiata per la presenza [ieri a Dharamsala] della comunità internazionale, pochi giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi l’8 agosto. La Tlt simboleggia le nostre speranze e desideri di libertà e giustizia. La fede non deve vacillare e la comunità internazionale sostiene la causa tibetana. Sono stati presenti migliaia di bambini tibetani in esilio”.

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