3 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 06/02/2010
PAKISTAN
Lahore, avvocati musulmani: “bruceremo vivo” chi difende la 12enne cristiana uccisa
di Fareed Khan
Nessun legale intende assumere la difesa di Shazia Bashir, la giovane domestica uccisa dal suo datore di lavoro. La potente associazione degli avvocati di Lahore, schierata a difesa dell’assassino, lancia minacce di morte e impedisce l’accesso all’aula di tribunale. Associazione cristiana: condanniamo questa nuova forma di terrorismo.

Islamabad (AsiaNews) – A causa delle minacce lanciate dalla potente Lahore Bar Association – organizzazione che riunisce i legali della città – nessun avvocato cristiano o musulmano è pronto ad assumere le parti della difesa nell’omicidio della 12enne Shazia Bashir. È quanto denunciato ieri da un’associazione cristiana pakistana che si occupa di assistenza legale.
 
La ragazza, di fede cristiana, è morta il 23 gennaio scorso in seguito alle violenze – anche sessuali – inflitte dal suo datore di lavoro, un ricco e potente avvocato musulmano di Lahore. Il presunto assassino, Chaudhry Mohammad Naeem, è un ex-presidente della Lahore High Court Bar Association. La giovane, di soli 12 anni, negli ultimi sei mesi aveva lavorato come domestica nell’abitazione di Naeem.
 
Il Centre for Legal Aid Assistance And Settlement (Claas) denuncia l’impossibilità di accedere all’aula del tribunale dove si sono svolte le udienze a carico dell’imputato, perché un gruppo di avvocati musulmani (nella foto) ne ha “impedito l’ingresso”. L’associazione che si batte – a titolo gratuito – per la difesa dei diritti dei più poveri ed emarginati ha subito le minacce di migliaia di legali – amici dell’assassino – che promettono di “bruciare vivo chiunque voglia rappresentare la vittima in tribunale”.
 
M. Joseph Francis, direttore di Claas, chiede a membri della società civile, leader politici e religiosi di ribellarsi e assumere in prima persona l’iniziativa per “condannare questa nuova forma di terrorismo” ad opera di avvocati che “dovrebbero garantire la giustizia”. Il quotidiano pakistano The News riferisce che il 4 febbraio scorso la polizia ha condotto l’imputato davanti ai giudici fra “rigide misure di sicurezza”. E, come di consueto, gli agenti hanno impedito ai giornalisti e ai parenti della vittima di entrare in aula per “motivi di sicurezza”.
 
I familiari di Shazia Bashir non hanno potuto accedere al tribunale non una, ma tre volte; un fatto anomalo, per quanto concerne il sistema giudiziario pakistano. Gli ufficiali di polizia spiegano che “non sarebbe possibile” impedire scontri e violenze, nel caso in cui “i parenti di Shazia e i rappresentanti delle minoranze entrassero in aula”.
 
Nel frattempo Ashgar Ali, titolare dell’inchiesta, ha chiesto la comparizione dell’imputato davanti ai giudici e un prolungamento dei termini di custodia cautelare per altri sei giorni. Il magistrato aggiunge che non è ancora stata recuperata l’arma usata per il delitto e l’accusato potrebbe fornire i nomi dei complici, che hanno partecipato alle torture e all’omicidio della 12enne cristiana. Il tribunale, tuttavia, ha accolto in parte la richiesta, disponendo solo quattro giorni di carcere.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
23/02/2010 PAKISTAN
Punjab: cristiano rifiuta di convertirsi all’islam, massacrato dai fratelli
03/03/2011 PAKISTAN
Punjab, chiese e tombe profanate: i cristiani temono nuovi massacri
10/12/2004 PAKISTAN – DIRITTI UMANI
Pakistan: minoranze religiose perseguitate ed emarginate
di Qaiser Felix
08/11/2011 PAKISTAN
Abbotabad: cristiana incinta, torturata dalla polizia. Gravidanza a rischio
di Jibran Khan
30/04/2012 PAKISTAN
Lahore: cristiani sotto shock per l’omicidio di un attivista e leader politico
di Jibran Khan

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate