22/03/2010, 00.00
CINA
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Le peggior siccità da un secolo falcidia i raccolti del sudovest della Cina

Precipitazioni inferiori dell’80% da novembre, 51 milioni di persone mancano di acqua in Yunnan, Guizhou, Guangxi, Sichuan e Chongqing. Alle stelle i prezzi alimentari, anche per speculazioni senza scrupoli. Alto il rischio di proteste di piazza.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Una siccità senza precedenti ha colpito la Cina sudoccidentale, con clima caldo e secco e con le precipitazioni che da settembre sono inferiori di oltre l’80% rispetto alla media. Nello Yunnan, Guizhou, Guangxi, Sichuan e Chongqing, 51 milioni di persone mancano di acqua. In crisi la nota produzione agricola di queste zone (come canna da zucchero, fiori, tè, frutta, caffè e albero della gomma), con raccolti diminuiti anche del 50% e prezzi in fortissimo e rapido aumento. Alto il timore di proteste, dislocati 10mila poliziotti.

Wei Guojian, Segretario generale dell’Associazione del Guangxi per lo zucchero di canna, spiega al quotidiano South China Morning Post che il prezzo all’ingrosso dello zucchero è cresciuto del 23,8% da novembre, da 4.200 yuan a 5.200 yuan la tonnellata “a causa della forte riduzione della produzione di zucchero nello Yunnan”, “dai 2,25 milioni di tonnellate del 2009 agli 1,6 milioni di quest’anno”.

Lo Yunnan è il 2° maggior produttore di zucchero del Paese, dopo il Guangxi che, sempre per la siccità, ha visto la produzione di zucchero bianco calare di circa l’11%, pari a 830mila tonnellate in meno. Il calo della produzione colpisce soprattutto il consumo interno, dato che lo zucchero di canna della zona è ritenuto poco pregiato nel mercato mondiale ed esportato solo in minima parte.

Sempre nello Yunnan, la produzione dei fiori per l’esportazione è scesa da un milione a circa 700mila al giorno e il prezzo è cresciuto del 50% rispetto al marzo 2009. La regione invia ogni giorno circa 14mila rose alla sola Hong Kong e decine di migliaia di fiori in tutto il mondo, anzitutto in Giappone, Russia e Thailandia.

Hu Yang, dello Yunnan Lidu Flower Department, spiega che “una rosa rossa di prima qualità costava tra uno e 1,5 yuan, ma per la siccità il prezzo è salito tra 1,5 e 2 yuan. Egli aggiunge che la scarsità di acqua ha anche diminuito la qualità del prodotto.

Nello Yunnan da autunno la siccità ha anche distrutto oltre 3.300 ettari di campi di tè e si prevede un aumento del costo dal 30 al 100%, oltre 10 milioni di persone mancano di acqua e parecchi devono fare chilometri per approvvigionarsi.

La siccità ha colpito circa 51 milioni di persone nelle varie province e solo a Guizhou oltre 3 milioni hanno scarsità di cibo. Il tempo caldo e secco ha anche favorito gli incendi che hanno distrutto ampie coltivazioni. Nello Yunnan la siccità ha pure distrutto metà della produzione estiva di grano e ora 7 milioni di persone ne mancano, mentre un sacco da 25 chilogrammi di cereali è passato dai 70-80 yuan di inizio febbraio ai 105-110 attuali.

Ora le autorità temono che la scarsità di cibo e di acqua e i forti aumenti dei prezzi inneschino proteste sociali, specie da parte dei contadini da sempre sfruttati a favore degli interessi dello Stato. Anche perché gli aumenti di prezzo sono stati talvolta repentini, in pochi giorni, cosa che fa pensare a fenomeni speculativi.

Il Segretario provinciale del Partito comunista dello Yunnan, Bai Enpei, ha assicurato un impegno per garantire a tutti “una vita normale”, ma non ha ancora spiegato come. Intanto oltre 10mila poliziotti armati sono stati mandati nelle 5 regioni più colpite, per “aiutare” la popolazione.

L’Osservatorio meteorologico centrale a Pechino ha detto il 18 marzo che la siccità “dovrebbe peggiorare” e che non si prevedono piogge nei prossimi 10 giorni.
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