11/11/2015, 00.00
MYANMAR
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Leader cattolico: per la prima volta in Myanmar libertà di voto e speranze di democrazia

di Francis Khoo Thwe
Ad AsiaNews Bosco Sawthuya, ex presidente Nycc, membro del team di osservatori, si dice “sorpreso” per le procedure di voto. Presto per dire se sono “libere e giuste”, ma la gente è “felice” per i risultati. Dai vertici della Nld inviti alla calma, a non festeggiare e a non vestirsi di rosso.

Yangon (AsiaNews) - “In qualità non solo di elettore, ma anche di osservatore sono davvero sorpreso per come la Commissione elettorale ha saputo organizzare le procedure di voto. Si può dire che, per la prima volta, abbiamo toccato con mano cosa vuole dire la libertà di voto e di ottenere il risultato auspicato alla vigilia”. È quanto afferma ad AsiaNews Bosco Sawthuya, ex presidente della National Catholic Youth Commission (Ncyc), ora membro della National Youth Congress Election observation team, che ha vigilato sulla regolarità delle procedure di voto nelle  elezioni generali dell’8 novembre scorso. “Al momento - aggiunge - è ancora presto per dire se e quanto sono state libere e giuste, perché stiamo ancora studiando i dati. Resta ancora del lavoro da fare, e per l’annuncio finale serve ancora un po’ di tempo”. 

Bosco Sawthuya racconta che anche i cattolici birmani hanno ricoperto un “ruolo attivo” partecipando al processo elettorale, promuovendo incontri alla vigilia del voto e dando ampio spazio ai messaggi e agli inviti alle urne lanciati dal card. Charles Bo e dai vescovi del Paese. Il leader cattolico parla di “persone felici per aver potuto votare in modo libero” e ora aspettano “in attesa di un risultato sognato da tempo”. Il mio auspicio e la mia speranza, aggiunge, “è quella di tutto il popolo [del Myanmar], che auspica  un futuro di democrazia negli anni a venire. Siamo pronti a collaborare con il nuovo governo, se portano nel Paese una vera ondata di democrazia”. 

In queste ore il presidente birmano uscente Thein Sein si è congratulato con Aung San Suu Kyi e il partito di opposizione Lega nazionale per la democrazia (Nld) per il trionfo alle urne. Con il 40% dei seggi scrutinati, la Nld ha conquistato finora il 90% circa delle preferenze degli elettori del Myanmar. La “Signora” si è rivolta ai vertici politici, militari e istituzionali del Paese, chiedendo a breve un incontro dedicato alla riconciliazione nazionale. Tuttavia, il portavoce del capo di Stato U Ye Htut ha risposto che un vertice di questo tipo sarà possibile solo all’indomani dell’annuncio ufficiale dei risultati, con un quadro politico certo e definito. 

Finora il partito di governo uscente Union Solidarity Development Party (Usdp), emanazione della giunta militare salito al potere a fine 2010, ha ottenuto 10 dei 491 seggi assegnati attraverso il voto in Parlamento (il 25% dei quali per legge spetta ai militari). La Nld ha finora conquistato 211 seggi (su 232 scrutinati), uno dei quali spetta ad Aung San Suu Kyi uscita vincitrice nel distretto elettorale di Kawhmu. Per conquistare la maggioranza e guidare la scelta del prossimo presidente, i democratici devono raggiungere i 329 seggi. 

Sebbene le operazioni di spoglio procedano con lentezza, il governo ribadisce che non vi sono in atto tentativi di manipolare l’esito del voto e che verranno rispettati i risultati emersi dalle urne. Intanto la Nobel per la pace continua a mantenere un atteggiamento di basso profilo, a dispetto della schiacciante vittoria, e invita i suoi sostenitori a evitare feste di piazza o proclami di vittoria anticipati.

Intanto per le vie di Yangon e delle principali città del Myanmar si respira un’atmosfera di quiete apparente, anche se il risultato elettorale tiene banco - senza clamori - in piazza e in ogni casa del Paese. La gente è contenta dell’esito del voto, ma resta il timore di possibili colpi di mano da parte dei vertici dell’esercito, che non hanno certo accolto con entusiasmo i primi risultati. In alcune zone si aspetta l’ufficializzazione della vittoria della Nld e l’attenzione degli elettori resta alta, per possibili brogli in particolare nelle zone del delta dell’Irrawaddy. 

Dagli ambienti dell’opposizione filtra l’indicazione di non celebrare il trionfo, e anche sui social network vige la prudenza; l’attenzione di tutti è concentrata sulla Commissione elettorale in attesa dell’annuncio ufficiale dei risultati. Fino ad allora, è questa l’indicazione della “Signora”, bocche cucite e nessun festeggiamento. Del resto è ancora presente la vicenda degli studenti arrestati nelle scorse settimane per alcuni post critici pubblicati in rete e l’atmosfera non è certo tranquilla. Fra le tante voci che circolano, una inviterebbe anche a non vestirsi di rosso, il colore ufficiale della Nld.

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