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  • » 06/03/2017, 13.05

    CINA

    Li Keqiang: Nel 2017 la Cina crescerà del 6,5%, fra incertezze interne ed esterne

    Wang Zhicheng

    È la crescita più bassa da 25 anni. Inquietudine verso Trump e la Brexit. I problemi delle riforme economiche: bolle speculative, sovrapproduzione, chiusura di aziende di Stato. In programma la riduzione di 50 milioni di tonnellate di acciaio; 150 milioni di tonnellate di carbone. Nuove infrastrutture. He Lifeng: Il governo ha “fiducia e risoluzione”.

    Pechino (AsiaNews) - Nel 2017 la Cina pensa di poter crescere del 6,5%, tenendo presente le molte incertezze sul suo cammino. È quanto ha detto il premier Li Keqiang all’apertura dell’Assemblea nazionale del popolo in corso a Pechino, nella Grande sala del popolo. All’appuntamento annuale degli oltre 3mila delegati del parlamento cinese, il premier ha detto ieri che il Paese si trova davanti a sfide “più complicate e più grigie” date diverse incertezze che pesano nella società mondiale. “la crescita economica mondiale – ha detto – rimane lenta, mentre la de-globalizzazione e il protezionismo sono in crescita”.

    Da qui le prospettive di crescita molto sobrie, se paragonate a quelle del passato. Quella del 6,5 è la cifra più bassa da 25 anni.

    Li Keqiang ha citato “le incertezze sulla direzione delle maggiori economie e le loro ripercussioni” che potrebbero creare instabilità. In controluce si percepiscono le difficili relazioni commerciali fra la Cina e i suoi maggiori partner, gli Usa – che minacciano una guerra dei dazi contro i prodotti cinesi – e l’Unione europea scossa dalla Brexit e da altri segnali di divisione.

    Le sfide e le incertezze sono anche all’interno del Paese. Da anni esperti e leadership sono convinti sia necessaria una riforma economica del modello cinese, troppo basato sulla produzione interna e sulle esportazioni. In tale riforma occorre rivedere e magari chiudere tante aziende statali che sono di fatto morte, ma si tengono in piedi per salvare posti di lavoro. In più occorre frenare la sovrapproduzione e calibrare tale produzione alle esigenze del mercato; affrontare i problemi di bolle speculative nel settore edilizio e frenare la crescita del debito statale a livello locale e provinciale.

    Li ha dichiarato che il governo intende ridurre la produzione di 50 milioni di tonnellate di acciaio e di 150 milioni la produzione di carbone. Esso porrà in sospeso o posporrà la costruzione o eliminerà alcune centrali a carbone per ridurre la produzione di energia di 50milioni di kw, facendo spazio ad “energia pulita”.

    Tutto ciò costerà in termini di posti di lavoro. Li Keqiang ha promesso che il governo darà assistenza finanziaria e sussidi agli operai licenziati o li aiuterà a trovare un nuovo impiego. Li ha anche promesso che per quest’anno la Cina produrrà almeno 11 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città, un milione in più rispetto allo scorso anno.

    Per creare più impiego, la Cina si lancerà in nuove infrastrutture: 800 miliardi di yuan [circa 109,5 miliardi di euro] in lavori ferroviari; 1800 miliardi di yuan [246,5 miliardi di euro] in strade e vie marittime; 15 grandi progetti idroelettrici e tanto altro ancora.

    Quest’oggi a rafforzare queste piste è intervenuto anche He Lifeng, da poco nominato capo della Commissione nazionale per la riforma e lo sviluppo, un gruppo che sotto il controllo del presidente Xi Jinping presiede ai progetti di ristrutturazione dell’economia e del modello di sviluppo cinese. He Lifeng è un grande amico e alleato di Xi. He ha voluto ridurre i timori sulla cifra bassa della crescita, affermando che il governo ha “fiducia e risoluzione”. Egli ha detto che la crescita di 6,5% garantirà tutti i posti di lavoro necessari. Ogni punto di crescita di Pil garantirà almeno 1,7 milioni di posti di lavoro.

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