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  • » 21/12/2015, 00.00

    UE - SIRIA - IRAQ

    Lo Stato islamico ha sottratto “decine di migliaia” di passaporti in bianco



    A rivelarlo sono fonti dell’intelligence occidentale, rilanciate da un quotidiano tedesco. I documenti sono usati per contrabbandare i combattenti all’interno dei confini europei come rifugiati. Lo SI ha già immesso sul mercato documenti contraffatti, venduti sul mercato nero a 1500 euro. Preoccupazione fra i responsabili della sicurezza Ue.

    Berlino (AsiaNews/Agenzie) - Le milizie dello Stato islamico (SI) avrebbero sottratto “decine di migliaia” di passaporti in bianco, da poter utilizzare per contrabbandare i suoi combattenti all’interno dei confini europei come rifugiati. A lanciare la notizia è il giornale tedesco Welt am Sonntag, il quale cita fonti dell’intelligence occidentali secondo cui Daesh [acronimo arabo per lo SI] avrebbe rubato i documenti nei territori - Siria, Iraq, Libia - sotto il suo controllo.

    I passaporti potrebbero essere rilasciati a futuri kamikaze o attentatori, che potranno superare i confini dell’Unione europea in qualità di richiedenti asilo.

    In questi giorni lo SI ha già lanciato una operazione di contraffazione dei documenti, che vengono poi rivenduti al mercato nero per un valore di circa 1500 euro. Al riguardo, da tempo le autorità europee hanno lanciato l’allerta per possibili minacce poste da presunti rifugiati che viaggiano con documenti falsi.

    I due attentatori non identificati che hanno cercato di colpire allo Stade de France, nella notte del 13 novembre scorso, hanno usato due passaporti contraffatti per poter entrare in Europa. “La massa di gente che viaggia verso l’Europa senza controlli rappresenta un rischio per la sicurezza” afferma Fabrice Leggeri, capo della Frontex, l’agenzia Ue preposta ai controlli di frontiera.

    In particolare, l’emissione di documenti in Paesi martoriati dalla guerra (come la Siria) e in cui le condizioni sono caotiche, significa che nessuno può garantire sulla reale autenticità dei documenti di viaggio. Preoccupazioni condivise anche dalle cancellerie di diversi Paesi europei. Il timore è che possano superare con facilità le frontiere “delinquenti comuni, criminali di guerra, membri di gruppi terroristi o singoli individui con visioni fanatiche e filo-estremiste”.

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