06/02/2018, 08.56
MALDIVE
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Maldive, stato d’emergenza: arrestati due giudici della Corte suprema

Il massimo organo giudiziario aveva deciso l’assoluzione per l’ex presidente Mohamed Nasheed. Agli arresti domiciliari il precedente capo di Stato 80enne. Le sedute del Parlamento sono sospese per evitare l’impeachment di Yameen Abdul Gayoom. Sospesi alcuni diritti costituzionali.

Malè (AsiaNews/Agenzie) – Le Maldive sono in piena crisi politica. Ieri il governo ha decretato lo stato d’emergenza che durerà per 15 giorni. Nella notte sono stati arrestati due giudici della Corte suprema, Ali Hamid e il presidente Abdulla Saeed, che si erano rifugiati nell’edificio del tribunale per scampare a minacce. Da poche ore si è avuta anche la notizia del fermo domiciliare di Maumoon Abdul Gayoom, 80 anni, fratellastro dell’attuale capo di Stato ed ex presidente che ha governato l’arcipelago in maniera autocratica per 30 anni (1978-2008), da qualche tempo schierato con l’opposizione.

La situazione nel paradiso dell’Oceano indiano, meta prediletta del turismo occidentale, è precipitata la scorsa settimana. Il primo febbraio i giudici supremi – tra cui quelli arrestati – hanno assolto dalle accuse di terrorismo l’ex presidente Mohamed Nasheed, leader del Maldivian Democratic Party (Mdp) e primo presidente democraticamente eletto nel 2008. Migliaia di sostenitori sono scesi per le strade di tutto il Paese per chiederne il ritorno dall’esilio e la candidatura alle prossime elezioni di fine anno. Insieme a lui, la Corte ha disposto la scarcerazione di altri otto membri dell’opposizione e il reintegro nel proprio ruolo di 12 parlamentari, espulsi dai banchi del partito di governo (Ppm, Progressive Party of Maldives) per presunta alleanza con gli avversari. Con il ripristino dei 12 seggi, l’opposizione avrebbe raggiunto il numero legale di 85 voti per decretare l’impeachment del presidente Yameen Abdul Gayoom.

Ieri, alla riapertura del Parlamento, il governo ha deciso di sospendere le sedute a tempo indeterminato per scongiurare il voto contro Yameen. Dal canto suo, quest’ultimo ha ordinato la rimozione del capo della polizia nazionale che nei giorni scorsi lo aveva invitato al rilascio degli oppositori in carcere. Al governo dal 2013, il presidente ha mantenuto una stretta sorveglianza sui poteri, controllando magistratura, polizia e burocrazia. Ha soppresso l’opposizione tramite l’imprigionamento o l’esilio degli avversari, tra cui Nasheed che dal 2016 vive a Londra.

Attivisti e membri dell’opposizione temono che lo stato d’emergenza porti ad una restrizione delle libertà civili e politiche. I timori non sono del tutto infondati: dopo l’arresto dei giudici supremi, è stata disposta la sospensione dell’articolo 48 della Costituzione. Esso prevede, tra i vari comma, anche il diritto per l’imputato a rimanere in silenzio, ad essere informato entro 24 ore sui motivi della detenzione, ad essere portato davanti ai giudici entro 24 ore dal fermo.

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