Le nuove armi di Mosca a Teheran
Mentre gli esiti del negoziato tra Iran e Stati Uniti appaiono incerti gli analisti si interrogano sul peso delle nuove forniture belliche russe a Teheran. Sistemi che difficilmente sposteranno gli equilibri delle forze in gioco e che Mosca avrebbe volentieri evitato di sottrarre al fronte ucraino, ma che servono a placare l'irritazione iraniana per lo scarso sostegno nonostante il "partenariato strategico".
Mosca (AsiaNews) - Il Financial Times racconta che la Russia e l’Iran hanno concluso un affare segreto da 500 milioni di euro, per cui Mosca si impegnerebbe a consegnare a Teheran 500 Manpads (Man-portable air-defense systems), sistemi missilistici antiaerei Verba a corto raggio trasportabili a spalla e 1500 missili con i puntatori Mowgli-2 per individuare gli aerei durante le ore più oscure del giorno. I materiali bellici verranno consegnati in tre tappe, tra il 2027 e il 2029, in modo da ripristinare il sistema di difesa antiaerea dell’Iran, semidistrutto durante la guerra con Israele dello scorso anno. Le informazioni sull'accordo sono state rese pubbliche durante un altro periodo di crescenti tensioni nella regione. Ieri si sono svolti a Ginevra gli attesi colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani: il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che ha svolto il ruolo di mediatore, sostiene che vi siano stati “progressi significativi” nei delicati colloqui sul nucleare, ma le possibilità di un accordo che possa evitare una guerra restano incerte.
Poco più di un anno fa la Russia e l’Iran avevano firmato un accordo di “partenariato strategico”, allo scopo di “approfondire le relazioni tra i due Paesi” anche grazie alla collaborazione economica e militare. A febbraio di quest’anno le forze militari marittime della Russia e dell’Iran hanno condotto esercitazioni comuni nel golfo di Oman, sfiorando la portaerei americana “Abraham Lincoln” che staziona presso le coste dell’Iran da gennaio. Il giornalista e analista politico Nikita Smagin osserva su Radio Svoboda che le nuove forniture “al massimo potranno servire se nel corso di una lunga campagna di guerra verranno utilizzati degli elicotteri o altre forze militari che agiscano direttamente sul territorio iraniano”.
Nella guerra dei 12 giorni Israele non ha lanciato razzi dal territorio, e i sistemi di contrasto Manpads non sarebbero serviti a nulla. Sull’Iran sono arrivati soltanto droni indirizzati a colpire obiettivi specifici, ma “Teheran sta cercando di raccogliere qualunque tipo di armamento che possa prima o poi essere utile”, afferma l’esperto. La Russia del resto comprende benissimo che un aiuto diretto, con l’invio di propri soldati in Iran, scatenerebbe un conflitto con Usa e Israele; si sa soltanto che Mosca ha organizzato molti voli da inizio anno, anche se non si conosce il contenuto dei carichi arrivati. La Russia deve in qualche modo risolvere la propria guerra in Ucraina, e le sue risorse non basterebbero a sostenere un altro fronte così impegnativo.
L’invio di armamenti dalla Russia in Iran appare in gran parte privo di logica, come ad esempio gli elicotteri, che sono molto necessari ai russi. Per quanto aumentino le forniture russe in Iran, che ha aiutato a sua volta i russi nella guerra ucraina, tutto questo “difficilmente sposterà gli equilibri delle forze in gioco”, commenta Smagin. Un altro esperto, l’analista del settore petrolifero Mikhail Krutikhin, ritiene che “la dirigenza dell’Iran è piuttosto irritata con i russi, che non mantengono gli impegni concordati”, e l’accordo segreto di questi giorni sarebbe un tentativo di soddisfare almeno in parte gli alleati iraniani, anche contro gli interessi stessi di Mosca. A suo parere, le esercitazioni marittime sono “una ridicola dimostrazione di una forza inesistente”, e del resto nella guerra con Israele i russi non hanno mosso un dito.
La portavoce del ministero russo degli esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato che “nonostante le calunnie degli occidentali, noi stiamo sostenendo i nostri Paesi amici e alleati, compresi Cuba e l’Iran, con un aiuto tale che senza di esso essi non potrebbero conservare la propria indipendenza”. Sempre che la Russia riesca a mantenere la propria, e a non disgregarsi per la crisi economica e sociale della guerra, commentano gli esperti.
20/07/2022 13:00
23/05/2024 09:00
02/12/2022 08:54





