28/12/2012, 00.00
INDIA
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Medico cattolico: Lo stupro di Delhi è un attacco alla vita stessa

di Nirmala Carvalho
Per un membro della Pontificia accademia per la vita, sia l’aggressione subita dalla giovane che le violente reazioni della società civile sono segno di una “mentalità distorta e patriarcale”. Famiglia, istituzioni e film definiscono l’uomo attraverso la sua aggressività e possessività con le donne. Utili pene più severe, ma necessario promuovere uguaglianza di genere, educazione e indipendenza economica.

Mumbai (AsiaNews) - Non solo una terribile violenza, ma "un attacco alla vita stessa". Lo afferma ad AsiaNews il dr. Pascoal Carvalho, medico cattolico e membro della Pontificia accademia per la vita, in merito allo stupro di gruppo di New Delhi subito da una ragazza di 23 anni. Da ieri la vittima è ricoverata al Mount Elizabeth Hospital, struttura specializzata di Singapore, dove i medici sperano di stabilizzarla e salvarla. Nonostante le cinque operazioni effettuate al Safdarjung Hospital di New Delhi, le sue condizioni sono ancora critiche: la giovane ha riportato un grave trauma cranico, infezioni ai polmoni e all'addome, oltre a un arresto cardiaco.

In India l'aggressione subita dalla giovane ha scatenato una forte reazione della società civile: oltre alle ripetute manifestazioni - una delle quali ha provocato la morte di un poliziotto - da giorni associazioni femministe, politici e studentesse chiedono al governo "azioni stringenti" per punire i colpevoli. Questa mattina Sonia Gandhi, presidente del partito Congress, ha rotto il silenzio esprimendo solidarietà alla giovane, e sottolineando che "non si perderà tempo nell'assicurare alla giustizia i colpevoli di un atto così barbaro". Le continue rassicurazioni del governo non sono sufficienti per la popolazione, che chiede misure estreme: pena di morte, una lista con i nomi degli stupratori del Paese, castrazione chimica.

Secondo il dr. Carvalho, quanto accaduto alla ragazza - e anche le reazioni violente che vi hanno fatto seguito - deve far riflettere su una "mentalità distorta" tipica della società indiana, secondo la quale "l'identità del maschio passa attraverso l'aggressività e il possesso della donna". Solo perseguendo "una giustizia e un'uguaglianza di genere" e "l'indipendenza economica" sarà possibile "garantire vera dignità, autonomia e diritti per bambine, ragazze e donne". Purtroppo, aggiunge il medico, "la mentalità patriarcale indiana è riproposta di continuo non solo a casa, ma anche nelle istituzioni, nei film e nelle opportunità educative".

Tra i tanti crimini contro le donne la violenza sessuale è tra le più diffuse nel Paese, e New Delhi è la città con il tasso più alto. Secondo il National Crime Records Bureau, spiega il dr. Carvalho, "nel 2010 la capitale ha registrato 414 casi di stupro. Per ogni violenza accertata, almeno altre 50 non vengono denunciate. Nel 2012, New Delhi ha avuto 635 casi, rispetto ai 564 del 2011. Sempre quest'anno, la polizia ha arrestato 754 persone, ma solo uno è stato condannato". "Il problema - sottolinea il medico - è ben più grave di quanto rivelano i dati. Processi più rapidi e pene più severe serviranno certo come deterrenti, ma deve esserci un cambiamento di comportamento nella società indiana. Solo così avremo una vera giustizia di genere". 

 

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