13/03/2007, 00.00
VATICANO – RUSSIA
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Medio oriente ed estremismo, ma anche ecumenismo, nel colloquio tra Putin e il Papa

Una nota del Vaticano parla di “clima molto positivo” e di “cordiali rapporti”. Putin ha portato i saluti di Alessio II al Papa, che ha ricambiato. Ambienti del Patriarcato di Mosca tendevano ad escludere che Benedetto XVI ed il presidente russo toccassero questioni legate ai rapporti tra cattolici ed ortodossi di Mosca.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Si è parlato anche dei rapporti tra cattolici ed ortodossi nei colloqui in Vaticano tra il presidente russo Vladimir Putin e Benedetto XVI, svoltisi in un “clima molto positivo”, stasera in Vaticano. I “cordiali rapporti” tra Vaticano e Federazione russa ed alcune questioni internazionali, in particolare il Medio Oriente, gli altri temi affrontati nel colloquio, che ha anche toccato “i problemi dell’estremismo e dell’intolleranza”, secondo quanto rende noto un comunicato della Santa Sede.

Positivo, dunque, secondo il Vaticano, il bilancio del primo incontro tra Benedetto XVI e Putin, che ha avuto in parallelo un incontro tra le delegazioni guidate dal ministro degli esteri russo Lavrov e dal segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. “I colloqui – si legge nella nota vaticana - svoltisi in un clima molto positivo, hanno permesso di rilevare i cordiali rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Federazione Russa, nonché‚ la volontà reciproca di svilupparli ulteriormente, anche con specifiche iniziative di carattere culturale. In questo quadro sono stati esaminati alcuni temi bilaterali di comune interesse, attinenti anche alle relazioni fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, e sono state analizzate le questioni internazionali di attualità, in particolare quelle del Medio Oriente. Non si è mancato, infine, di prestare attenzione ai problemi dell’estremismo e dell’intolleranza, che costituiscono gravi minacce alla convivenza civile fra le Nazioni, sottolineando la necessità di preservare la pace e di favorire una risoluzione negoziata e pacifica dei conflitti”.

Anche tra i giornalisti russi al seguito del presidente si parla di “un clima di grande cordialità, fuori dal protocollo, segnale di un evento significativo”. Il portavoce presidenziale russo, Aleksiei Gromov, ha riferito alla stampa che Putin ha portato i saluti del Patriarca di Mosca Alessio II al Papa, che ha ricambiato.

Putin era arrivato in Vaticano poco prima delle 18, vestito con un completo blu e cravatta rossa a pois. Accolto nel cortile di San Damaso dai gentiluomini papali, è salito al terzo piano ed ha attraversato i saloni che portano alla biblioteca privata, lo studio del Papa. Benedetto XVI ha accolto il presidente russo andandogli incontro dalla biblioteca, nella adiacente Sala del tronetto.  “Le porgo un cordiale benvenuto in Vaticano”, gli ha detto in tedesco, lingua che Putin conosce, ed una stretta di mano che i giornalisti presenti hanno definito “lunga e cordiale”. “Ora lasciamo che ci fotografino”, ha aggiunto il Papa, dopo di che Putin si è seduto alla scrivania, nello stesso posto occupato da Gorbachev nella storica prima visita a Giovanni Paolo II e le porte si sono chiuse per il colloquio privato durato 25 minuti. Putin e Benedetto XVI hanno parlato in tedesco, assistiti comunque da due interpreti.

Dopo il colloquio c’è stata la presentazione delle delegazioni e lo scambio dei doni. Il presidente russo ha donato al Papa un'icona di San Nicola di lavorazione moderna. Il Papa ha ricambiato con una incisione del 1662 che rappresenta una veduta di San Pietro.

La possibilità che si affrontassero i temi dei rapporti tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica, era stata sostanzialmente esclusa dagli ambienti ortodossi, che sostenevano il carattere di incontro tra “due capi di Stato”.

Stamattina però una lunga analisi dell’agenzia russa Interfax iniziava ricordando che “gli incontri dei precedenti leader russi con il pontefice non hanno sempre portato stabilità e pace nei rapporti tra ortodossi e cattolici”. Come nel caso di Gorbachev nel 1990. Continuava constatando che nell’attuale clima di avvicinamento tra le due Chiese sorelle, che “hanno scoperto un terreno comune per portare avanti progetti sociali e etici, la prima e la terza Roma hanno l’occasione unica di perseguire il movimento ecumenico e assicurare un futuro ai valori tradizionali in Eurasia. E la visita del presidente della Russia può essere molto utile per raggiungere questo scopo”. Alla fine si auspica che “il presente clima politico e voci costruttive che arrivano dalla leadership si riflettano adeguatamente, a differenza del passato, nelle politiche della Chiesa, e a livello locale delle parrocchie e dei gruppi laici”. (MA)

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