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    » 16/08/2011, 00.00

    VIETNAM

    Migliaia di cattolici vietnamiti in preghiera contro gli arresti del governo

    Paul N. Hung

    Protesta dei fedeli contro il giro di vite imposto dal governo, che nelle ultime settimane ha causato oltre 40 fermi. Una messa per ricordare i raid compiuti dalla polizia nelle diocesi di Vinh e Thanh Hóa. Sacerdote a Saigon: alle preghiere partecipano anche non cattolici. Per i vietnamiti è “finito il tempo dell’omertà”.
    Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Almeno 2mila fedeli di Ho Chi Minh City hanno ascoltato la messa e pregato per i cattolici arrestati dalla polizia vietnamita, durante i raid compiuti nelle scorse settimane nelle diocesi di Vinh e Thanh Hóa (cfr. AsiaNews 08/08/2011 Cau Ram: migliaia di cattolici in piazza, contro i sequestri di fedeli e proprietà). La veglia si è tenuta il 14 agosto scorso per iniziativa dei Redentoristi, che hanno voluto denunciare la repressione decisa dalle autorità vietnamite contro i cristiani e le loro proprietà, rivendicando il diritto alla libertà religiosa nel Paese.

    Durante la messa p. Lê Quang Uy ha elencato i nomi dei cattolici arrestati – cinque dei quali collaboratori dei Redentoristi nel settore comunicazione – precisando che “finora sono stati arrestati 10 fedeli di Vinh e uno di Thanh Hóa”. La polizia li ha prelevati “agli aeroporti di Vinh, Hanoi e Ho Chi Minh City”. I fermati sono “cattolici devoti” che collaborano con i media locali, attivi in parrocchia e nella vita familiare, volontari nelle campagne a difesa della vita.

    Fonti locali affermano che le autorità comuniste vietnamite hanno lanciato una campagna di repressione contro intellettuali e attivisti cattolici di Vinh e Thanh Hóa, col proposito di lanciare un “avvertimento” alle altre diocesi del Paese.

    Ad AsiaNews , uno studente della diocesi di Vinh spiega di aver partecipato alla preghiera “per denunciare pubblicamente” la repressione delle autorità vietnamite. Se resta il clima di omertà e impunità, continueranno “gli arresti di altri cattolici, senza alcun processo e senza rispetto dei diritti umani di base per ciascun individuo”. Una ragazza di Saigon prega “per le vittime del regime” e “per il Vietnam, il mio Paese” che vive una “crisi politica” che ha causato pure “arresti di patrioti che protestavano” conto le mire espansioniste di Pechino nel Mar cinese meridionale.

    Solo nelle ultime settimane le autorità hanno disposto l’arresto di oltre 40 persone, perché avrebbero compiuto iniziative o attività contro il governo e l’ordine pubblico. P. Anton denuncia: “pensano di guidare meglio il Paese, arrestando attivisti pro-democrazia o semplici fedeli. Ma si sbagliano. Più il popolo verrà oppresso, maggiore sarà il grado di maturità democratica che raggiungerà”. Gli fa eco p. Mathew che aggiunge: “Ogni volta che i fedeli della parrocchia di Thái Hà pregano, partecipano cattolici e non cattolici […] e insieme contribuiamo allo sviluppo della nostra nazione”.

    Per i fedeli vietnamiti è “finito il tempo dell’omertà” e sempre più persone denunciano in pubblico le persecuzioni.
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