04/04/2016, 13.33
ASIA-PANAMA
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Molti leader asiatici nello scandalo del “Panama papers”

di Paul Wang

Negli oltre 11,5 milioni di schede sono presenti il cognato del presidente Xi Jinping, i figli di Li Peng, l’emiro del Qatar, amici stretti di Vladimir Putin fino a 140 personalità internazionali. Tutti avrebbero usato dello studio legale Mossack Fonseca con base a Panama per nascondere la loro identità e i loro capitali per sfuggire al fisco.

Hong Kong (AsiaNews) – Vi sono il cognato del presidente Xi Jinping, i figli di Li Peng, “il macellaio di Tiananmen”, il presidente dell’Ucraina, l’emiro del Qatar, i figli di Hosni Mubarak, il re del Marocco Mohammed VI, gli amici stretti di Vladimir Putin, politici irakeni e degli emirati. E ancora calciatori come Lionel Messi, attori come Jacky Chang, fino a 140 personalità internazionali, tutte unite dal sospetto di aver usato banche e compagnie fittizie per nascondere le loro finanze nei tanti “paradisi fiscali”. Lo scandalo è scoppiato ieri per la diffusione di 11,5 milioni di dati dello studio legale Mossack Fonseca, con base a Panama. Gli autori della diffusione sono 370 giornalisti e oltre 100 testate in 70 Paesi, legati al Consorzio internazionale dei giornalisti d’inchiesta (Icij, International Consortium of Investigative Journalists).  Essi hanno ricevuto tutto questo materiale da “una fonte anonima” che ha contattato per prima la Suddeutsche Zeitung, la quale ha distribuito i milioni di dati fra altri giornalisti. Tutti vi hanno lavorato per almeno un anno.

I documenti coprono un periodo dal 1977 al 2015. Lo studio Mossack Fonseca è famoso per offrire ai suoi clienti società di comodo attraverso i suoi uffici a Hong Kong, Miami, Zurigo, Bermuda, alcuni Stati degli Usa e almeno altre 30 sedi. Fra i suoi clienti vi sono criminali, bande, cartelli della droga, che hanno usato i suoi servizi per riciclare denaro sporco.

Lo studio legale ha dichiarato la propria onestà; molti dei sospettati si stanno discolpando o prendono le distanze.

La “più grande fuga di notizie nella storia del giornalismo”, come è stata definito questo scandalo, di per sé non presenta nuove rivelazioni: l’esistenza dei paradisi fiscali è nota, come pure l’uso (illecito) che se ne fa. Secondo alcuni osservatori è importante la vastità e la diffusione di questo tipo di corruzione, che coinvolge personalità dell’élite mondiale in ogni Paese, anche quelli che dicono di lottare contro la corruzione e i “paradisi fiscali”.

Fra gli sponsor dell’Iccj vi è anche una società chiamata “Open Society Foundations”, che sembra avere legami con il finanziere George Soros.

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