30/05/2017, 11.25
COREA DEL SUD
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Moon Jae-in incontra l’inviato del Papa e autorizza gli aiuti umanitari al Nord

Il presidente sudcoreano ha incontrato l'arcivescovo Hyginus Kim Hee-joong latore di un suo messaggio a Papa Francesco. La nuova amministrazione ha autorizzato alcune organizzazioni civili e religiose a preparare degli aiuti che saranno inviati al Nord. Circostanza confermata dalle fonti di AsiaNews

Seoul (AsiaNews) – Il presidente sudcoreano Moon Jae-in è stato informato dall’inviato speciale in Vaticano del suo recente incontro con Papa Francesco. L’incontro è avvenuto in forma ufficiale, con tanto di fotografia di rito, prima di una riunione dell’ufficio presidenziale. A poche ore dalla visita del presidente Usa Donald Trump in Vaticano, l'arcivescovo Hyginus Kim Hee-joong ha consegnato una sua missiva nelle mani di papa Francesco, in cui il nuovo presidente della Corea del Sud ribadiva la volontà di dialogo per la pace con il Nord, nonostante le continue provocazioni del suo omologo Kim Jong-un.

Senza la necessità di un intervento di mediatori esterni. Hyginus Kim Hee-joong è tornato a casa dopo un viaggio di sette giorni alla Santa Sede, durante il quale ha incontrato due volte il pontefice. Un particolare che Moon ha voluto sottolineare. Hyginus Kim Hee-joong ha affermato che il papa ha manifestato un profondo interesse per la Corea del Sud e la sua Chiesa. Papa Francesco ha invitato Moon a venire in Vaticano dove sarà sempre il benvenuto. E’ emerso che nella sua lettera il cattolico Moon aveva anche chiesto al pontefice di pregare per la Corea del Sud affinché migliorino i suoi rapporti con la Corea del Nord comunista. La Corea del Sud e il Vaticano hanno stabilito legami diplomatici nel 1963, ma Hyginus Kim Hee-joong è stato il primo inviato presidenziale sudcoreano al Vaticano di cui si ricordi.

Moon è impegnato nella delicata missione di riaprire un canale diplomatico con la Corea del Nord. Nella ricerca del dialogo con Pyongyang ha deciso di avvalersi della collaborazione di organizzazioni umanitarie e religiose, autorizzandole proprio nei loro progetti di aiuti al Nord. Una circostanza confermata dalle fonti di AsiaNews. Un atteggiamento di apertura in netta discontinuità con la rigidità adottata dal governo conservatore del suo predecessore Park Geun Hye, poi destituita e finita sotto processo per gravi episodi di corruzione.

I contatti non autorizzati con i nordcoreani o le visite al Nord sono punibili con il carcere anche nel Sud. Ma il Ministero dell'Unificazione ha dato in questi giorni la luce verde ai primi progetti di aiuti umanitari. Unico limite le sanzioni internazionali contro la Corea del Nord che non possono essere disattese. "La posizione del governo resterà flessibile nel gestire gli scambi di aiuti umanitari finché non sarà compromesso il regime sanzionatorio internazionale contro il Nord", ha evidenziato la portavoce del ministro Lee Eugene. Tra le emergenze da affrontare c’è la diffusione della malaria nei territori al confine, al fine anche di prevenire la diffusione delle zanzare infette verso il Sud.

Il neo incaricato dirigente del ministero degli Esteri Kang Kyung-wha ha detto che è necessario cercare sanzioni "più potenti" contro la Corea del Nord nel caso in cui il regime metta in atto ulteriori provocazioni. Tuttavia, ha anche rimarcato, "è un principio universale quello di fornire aiuti umanitari laddove soffrono gli esseri umani”. Kang, che ha lavorato alle Nazioni Unite per circa 10 anni, alla domanda se crede che l'aiuto umanitario al Nord debba essere fornito nonostante le continue provocazioni e le aspirazioni nucleari di Pyongyang, ha detto “sì”, aggiungendo che è in linea con lo spirito dei valori delle Nazioni Unite estendere l'aiuto “a chi ha bisogno”.

Moon Jae-in sta acquistando autorevolezza in patria ed anche a livello internazionale pure per il carattere di sobrietà e di attenzione ai diritti civili che ha introdotto nella sua amministrazione. Infatti non è passato inosservato che il nuovo presidente sudcoreano abbia deciso di pagare di tasca propria le spese relative alla sua famiglia anziché con il budget presidenziale e che i soldi risparmiati saranno impiegati per creare posti di lavoro e aiutare gli emarginati. Ha colpito molto l’opinione pubblica anche il lancio della campagna sui diritti umani che punterà all’autoriforma degli organi di polizia. Moon ha dichiarato che vuole prendere in esame sul serio i rapporti della Commissione nazionale per i diritti umani della Corea. Un’attività che era considerata una pura formalità dalle precedenti amministrazioni.   

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