27/05/2020, 12.21
INDIA
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Mumbai, il ritorno dei migranti segnato da morti per fame e per sete. L’appello della Corte suprema

di Nirmala Carvalho

Una donna è morta di stenti vicino al suo bambino. Treni speciali sbagliano direzione per migliaia di chilometri. Aerei vengono cancellati senza rifusione del biglietto. Gli aiuti della Chiesa di Vasai. I giudici della Corte suprema chiedono al governo sostegno e aiuto per i migranti abbandonati.

Mumbai (AsiaNews) - Alla tragedia di centinaia di milioni di migranti e lavoratori a giornata, che il lockdown del 24 marzo ha reso disperati nelle città per mancanza di lavoro, cibo e alloggio, si è aggiunto un altro tassello. In un video che gira sui social si vede un bambino di due o tre anni che muove il velo dal volto della madre, distesa per terra, per scoprire che sua madre è morta. Le cause sono il caldo, la fame, la disidratazione. Il video è girato nella stazione di Muzaffarpur (Bihar). La donna era arrivata pochi momenti prima, caricata su un treno speciale per riportare i migranti ai loro villaggi di origine. Secondo la sua famiglia, la donna non si sentiva bene già sul treno, per la mancanza di cibo e di acqua. Era partita il 23 maggio dal Gujarat per raggiungere il Bihar.

Per due mesi i trasporti sono stati bloccati. Per sfuggire alla fame e alla miseria delle città, i migranti hanno cercato di raggiungere i loro villaggi, percorrendo migliaia di chilometri a piedi, Solo da una settimana il governo ha stabilito una serie di treni speciali per riportare migranti e tribali ai loro luoghi d’origine. Ma anche su questo vi sono enormi problemi.

Nei media indiani appaiono notizie sconcertanti: almeno 40 di questi treni speciali (Shramik) hanno sbagliato destinazione. Ad esempio: centinaia di migranti disoccupati sono stati caricati su un treno da Vasai (Maharashtra) per trasferirli a Gorakhpur (Uttar Pradesh) e invece il treno è arrivato a Rourkela (Orissa), quasi 900 km più a sud.

Un altro treno Sharmik doveva trasportare i migranti dal Gujarat al Bihar e invece ha raggiunto il Karnataka; un altro da Patna doveva arrivare a Mumbai e invece ha raggiunto Puruliya (West Bengal), a più di 1800 km di distanza.

Anche i voli in aereo sono nel caos perché molti vengono cancellati senza preavviso. Tre lavoratori a giornata provenienti da Murshidabad (West Bengal), sono rimati per più di due mesi a Mumbai senza salario. Dapprima hanno cercato di ritornare a casa col treno, ma non ci sono riusciti. Quado hanno sentito che riprendevano i voli, le loro famiglie hanno venduto qualche capo di bestiame e hanno raccolto 30.600 rupie [circa 370 euro], comprando per i tre un volo Mumbai-Kolkata fissato per il 25 maggio. Purtroppo il volo è stato cancellato e non era previsto alcun risarcimento.

Goretti Xalxo, un’operatrice sociale impegnata nell’assistenza ai migranti di Vasai (Maharashtra, foto 4), racconta ad AsiaNews: “I migranti sono distrutti. La situazione di abbandono è molto amara. Tutti cercano di partire, ma è difficile. Io sto cercando di organizzare qualche loro viaggio, sia con treni che con aerei. Questa sera 24 migranti dovrebbero prendere l’aereo da Vasai per Ranchi (Jharkhand). Ma non si può mai sapere. Grazie a Dio abbiamo trovato un gruppo di sponsor generosi che pagano il loro biglietto”.

In aiuto dei migranti è intervenuta anche la Corte suprema dell’India. Ieri, in un pronunciamento ha dichiarato che essa è a conoscenza dei “problemi e miserie dei lavoratori a giornata migranti che sono stati abbandonati in varie parti del Paese”.

Il “motu proprio”, firmato dai giudici Ashok Bhushan, Sanjay Kishan Kaul e M.R. Shah, citano anche “le misere condizioni dei migranti che a piedi o in bicicletta percorrono lunghe distanze” e che sono stati lasciati “senza cibo, né acqua”.

“Nella presente situazione – essi dicono – questa parte della società ha bisogno di sostegno e aiuto da parte dei governi interessanti, specie dal governo dell’India”.

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