01/01/2026, 09.04
KAZAKISTAN
Invia ad un amico

Ad Astana un film (ritirato) riaccende le polemiche sul tribalismo

La commedia "Ruyn kim" (cioè "Di che famiglia sei?") voleva ironizzare sui pregiudizi che restano diffusi nella società kazaka. Ma non è bastato cancellare all'ultimo momento i riferimenti espliciti agli Žalairy (l’etnia di Tokaev) o agli Šapiyrašty (quella dell’ex-presidente Nazarbaev) per evitare gli strali di alcuni politici che sostengono che "mina dall'interno l'unità nazionale". E alla fine la produzione stessa ha sospeso le proiezioni.

Astana (AsiaNews) - Una grande polemica si è sviluppata in Kazakistan dopo l’uscita della commedia cinematografica dal titolo Ruyn kim?, “Di che famiglia [etnia] sei?”. Il film è stato mostrato nelle sale solo per pochi giorni, per poi essere sospeso in seguito alle critiche del deputato Erlan Sairov del partito Amanat, che lo ha accusato di “propaganda del tribalismo e minaccia di disgregazione del popolo kazaco”. L’autore della sceneggiatura vede in questo un’azione di censura, che già prima dell’uscita del film aveva costretto a cancellare dai dialoghi il riferimento all’etnia, essendo quella da cui discende l’attuale presidente Kasym-Žomart Tokaev.

Sairov peraltro insiste nell’affermare che “il contenuto del film, in cui si lega la gioventù alla psicologia dell’etnia di provenienza, esprime una tendenza pericolosa, che può distruggere dall’interno la nostra unità nazionale”. In realtà la domanda “di che famiglia sei?” è piuttosto abituale tra i kazachi al momento della prima conoscenza, e nelle comunicazioni sociali in vari ambiti, e la risposta indica l’etnia da cui discende l’interlocutore. Il deputato la considera invece una minaccia, chiedendo di formare una commissione permanente presso il ministero della cultura e dell’informazione per verificare “l’ideologia” proposta dai film in uscita.

I produttori del film, della compagnia Tiger Films, hanno pensato in un primo momento di usare le critiche come veicolo pubblicitario, ma hanno poi rinunciato a far salire la tensione, decidendo di togliere la commedia dalle sale. La direttrice della compagnia Akbota Kajsenova ha assicurato che gli autori del film avevano le migliori intenzioni e “hanno cercato di mostrare con il linguaggio dell’umorismo e della satira come la divisione in etnie, e i tentativi di elevarne una su tutte le altre, non è altro che un pregiudizio diffuso”. La produzione non ha infranto nessuna legge, e la sospensione volontaria delle proiezioni è stata decisa “per evitare interpretazioni ambigue e inutili discussioni”.

L’autore della sceneggiatura di Ruyn kim?, Nuržan Erkinuly, ha osservato che i colleghi e gli spettatori che hanno assistito alle prime proiezioni del film “non hanno rilevato alcun elemento distruttivo, o l’intenzione di dividere la società kazaca”. Egli ha anche aggiunto che “non siamo così stupidi da spendere tanti soldi per produrre qualcosa che faccia arrabbiare tutti per questioni tribali”, anzi si voleva aiutare la percezione di una vera unità popolare.

L’impressione è che ci sia in effetti in Kazakistan una direzione censoria sempre più marcata, che impedisce di esprimersi liberamente su questioni sensibili che in precedenza non suscitavano particolare scandalo. In questo modo “alle persone si opprime la libera creatività, e agli spettatori è tolta la libertà di scelta”, afferma Erkinuly, “dettando al pubblico quali film si possono vedere, e quali no”. Sairov ha replicato che “non si sta parlando di censura”, ma che “nelle attuali condizioni di turbolenza geopolitica, non sembra opportuno dividere i kazachi in base alla loro provenienza”, perché questo darebbe l’opportunità a forze esterne di dividere il Paese. Il deputato non specifica a quali ingerenze si riferisca, anche se quella più evidente rimane sempre quella dei russi, e in parte anche dei cinesi.

La preoccupazione del politico è condivisa da molti, che osservano la “moda del tribalismo” in tante situazioni nelle varie regioni in cui si esaltano i propri Batyry, gli “Avi” delle diverse etnie e si ricordano i fondatori dei vari villaggi e paesi discendenti dalle antiche tribù nomadi. Lo stesso Tokaev ha denunciato in più occasioni questa tendenza, soprattutto negli incontri con gli Akimy, i governatori e i sindaci, durante le sue visite nelle diverse zone del Paese in cui ha raccomandato di evitare la proliferazione di monumenti a personaggi noti soltanto all’interno della regione, e anche le commissioni toponomastiche devono evitare di intitolare strade e piazze ad antenati locali.

Nel trailer del film uno dei protagonisti afferma che è necessario farsi amici nelle etnie più forti, come i Žalairy, l’etnia di Tokaev, o gli Šapiyrašty, quella dell’ex-presidente Nazarbaev, che conta ancora molti personaggi in ruoli di potere. Questi riferimenti erano stati poi cancellati nella proiezione del film, con tagli e doppiature, ma risultano comunque evidenti dal contesto delle varie scene, in cui i kazachi riconoscono la propria “natura geografica” derivante da tante storie passate, antiche e moderne, di un Paese immenso con tanti popoli dispersi, e tante sofferenze vissute.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Tokaev, Nazarbaev e la promessa (incompiuta) di archiviare il familismo
05/09/2025 08:33
L’impero rimasto intatto dei Nazarbaev in Kazakistan
27/02/2025 08:45
La storia infinita della metropolitana di Astana
05/02/2025 08:49
Astana tra riforme e autoritarismo
23/02/2024 08:53
La versione di Nazarbaev
04/12/2023 09:11


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”